A giorni l’avvio dei lavori di riqualificazione di un complesso confiscato alla camorra a Vitulazio

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Carlo Pascarella

Nel comune della provincia di Caserta, la “Casa delle Associazioni” sarà il nuovo cuore sociale del patrimonio restituito alla cittadinanza, affidata alla gestione della Cooperativa Sociale “Irene” di Capua

Tra progettazione partecipata e sviluppo sostenibile, l’intervento pubblico ridisegna un antico complesso residenziale sottratto al potere della criminalità organizzata.

di Carlo Pascarella

Vitulazio – L’alba della rinascita urbana sorge silenziosa ma solenne nella città di Vitulazio, in provincia di Caserta, dove la prossima settimana prenderanno formalmente avvio i lavori di riqualificazione di un immobile sottratto alla criminalità organizzata, un segno tangibile di riscatto civile e amministrativo che racconta la volontà di una comunità di riconquistare i propri spazi. L’iniziativa porta la firma dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Scialdone e assume la forza simbolica di un gesto politico e sociale capace di trasformare un’eredità oscura legata alla camorra in un presidio di partecipazione collettiva.

Il cantiere sarà aperto all’inizio di marzo e interesserà un edificio a tre livelli collocato in una traversa di via Luciani, area urbana che ospita un sistema di beni confiscati e che rappresenta uno dei segmenti territoriali maggiormente segnati dalle politiche di riuso sociale dei patrimoni illegalmente accumulati. La struttura, un antico complesso residenziale mai giunto alla piena commercializzazione prima dell’intervento giudiziario, conserva ancora la configurazione originaria degli appartamenti interni, dotati di infissi e partizioni che il tempo ha progressivamente logorato senza tuttavia generare fenomeni diffusi di vandalizzazione, diversamente da quanto accaduto in altre realtà dell’Agro caleno.

L’opera di rigenerazione edilizia è stata affidata, a seguito di gara pubblica, alla Cooperativa Sociale “Irene”, realtà con sede a Capua chiamata a curare la gestione complessiva del progetto “Casa delle Associazioni”, destinato a diventare un polo di attività sociali, culturali e formative per il territorio. La scelta della cooperativa come soggetto gestore risponde alla volontà di radicare l’iniziativa in un modello di economia sociale capace di coniugare inclusione lavorativa e sviluppo comunitario.

L’investimento complessivo si aggira intorno ai 300mila euro, comprensivi delle spese tecniche e delle risorse necessarie all’esecuzione delle opere strutturali, mentre la quota direttamente destinata all’appalto dei lavori ammonta a circa 227mila euro, sostenuta da finanziamenti provenienti da programmi regionali.

Il percorso finanziario e progettuale trova fondamento nelle politiche di sviluppo promosse dalla Regione Campanianell’ambito delle iniziative di valorizzazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. L’approvazione del progetto esecutivo è stata sancita dalla deliberazione di giunta comunale numero 92 dell’8 agosto 2024, atto che ha chiuso la fase di definizione tecnica e aperto quella realizzativa dell’intervento.

Comune Vitulazio

L’architettura decisionale dell’intervento si è sviluppata attraverso un processo di consultazione comunitaria avviato il 15 gennaio 2024, momento in cui tecnici comunali, cittadini e realtà associative hanno partecipato alla definizione delle caratteristiche funzionali e urbanistiche del recupero. Questa modalità partecipativa ha conferito al progetto una legittimazione sociale che supera la dimensione meramente amministrativa, trasformandolo in un esempio di pianificazione condivisa.

Sul piano strutturale, l’edificio appariva già in stato avanzato di costruzione al momento della confisca, essendo composto da unità abitative quasi complete, con finiture interne sostanzialmente realizzate e dotazioni tecnologiche parzialmente installate.

Costruzioni Laziali

La restituzione funzionale del complesso rappresenta un messaggio di profonda valenza civile che rafforza la strategia di riqualificazione dei patrimoni sottratti alla criminalità, trasformandoli in strumenti di coesione sociale e sviluppo culturale. L’amministrazione locale interpreta l’intervento come la prosecuzione coerente di un percorso politico-amministrativo volto a consolidare la presenza dello spazio pubblico nei processi di rigenerazione territoriale.

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