Anna Rita De Prisco, la prof di scultura che modella l’immaginario contemporaneo

Tempo di lettura: 5 minuti
Carlo Pascarella

Intervista all’insegnante-influencer salernitana: «La bellezza autentica nasce dall’equilibrio tra forma, disciplina e coscienza»

di Carlo Pascarella

Nel tempo dell’istantaneità digitale, dove l’immagine spesso si consuma prima ancora di sedimentarsi nel pensiero, esistono figure capaci di sottrarsi alla superficialità del visibile per restituire profondità, coerenza, identità. Anna Rita De Prisco, di origini salernitane, appartiene a questa ristretta genealogia di presenze contemporanee che non si limitano ad apparire nello spazio pubblico, ma lo abitano con misura, responsabilità e senso della forma.

Docente di scultura, artista plastica, educatrice e content creator, De Prisco incarna una sintesi rara: quella tra sapere accademico e linguaggio dei social, tra rigore classico e comunicazione contemporanea, tra il corpo inteso come struttura e la mente come architettura interiore. La sua figura si impone non per clamore, bensì per continuità; non per costruzione artificiale, ma per una coerenza che attraversa il tempo, il lavoro e l’esposizione pubblica.

Insegna scultura presso il Liceo Artistico “Alberto Galizia” di Nocera Inferiore, luogo in cui quotidianamente trasmette agli studenti il valore della disciplina della materia, della pazienza creativa e del rispetto per il tempo lento dell’arte. Parallelamente, attraverso i social network, ha costruito negli anni una comunità ampia e trasversale, fino a essere riconosciuta ufficialmente come influencer da Meta, senza mai tradire la propria identità professionale.

La sua presenza online non segue le dinamiche effimere dell’autocelebrazione, ma si configura come una narrazione coerente di sé: la scultura, il corpo allenato, i paesaggi iconici della Campania, la quotidianità vissuta senza artifici. Ogni immagine rimanda a un’idea precisa di armonia, ogni contenuto restituisce una visione del mondo in cui estetica ed etica non si escludono, ma dialogano.

Non esiste scissione tra l’artista e la donna, tra la docente e la figura pubblica. Tutto concorre a delineare un’identità che trova nella bellezza non un fine ornamentale, bensì un principio morale, una forma di resistenza alla frammentazione del presente. È in questo orizzonte che prende avvio il dialogo con lei.

Anna Rita, la tua figura unisce in modo naturale estetica e pensiero. Quanto ritieni che la bellezza, intesa come equilibrio interiore prima ancora che esteriore, abbia inciso nel tuo percorso umano e professionale?«Ha inciso in maniera profonda e costante. La mia formazione artistica mi ha educata a un’idea di bellezza fondata sulla proporzione e sull’armonia. Il bello ideale della cultura classica, soprattutto greca, mi ha insegnato che la forma non è mai separata dal pensiero. Quando realizzo una scultura, specie se il soggetto è umano, lavoro sulle proporzioni, sull’equilibrio delle masse. Allo stesso modo, nella vita, bellezza interiore ed esteriore non sono dimensioni scisse: un corpo armonico e sano è spesso il riflesso di un equilibrio psicologico ed emotivo.»

siamo in via XX settembre 3- Cassino

Il tuo successo sui social appare come il frutto di una coerenza identitaria più che di una costruzione strategica. Ricordi un momento preciso in cui hai compreso che la tua voce potesse parlare a un pubblico più ampio?
«Sì, è accaduto quando molte persone hanno iniziato a scrivermi e a fermarmi per strada. Soprattutto donne che mi dicevano di vedermi come un esempio di costanza, perseveranza e resilienza. Chi osserva con attenzione comprende che dietro ciò che mostro c’è lavoro, impegno, una vita piena di responsabilità. Io realizzo sculture, insegno, mi occupo della mia quotidianità e, nonostante tutto, trovo il tempo per allenarmi. Questo ha fatto capire che l’attività fisica non è tempo perso, ma tempo investito nel benessere.»

La scultura è un’arte del tempo, della pazienza e della resistenza della materia. Quali insegnamenti del lavoro plastico applichi nella tua vita quotidiana?
«La lezione più importante è la malleabilità. Lavoro principalmente l’argilla e lo ripeto spesso anche ai miei studenti: la materia insegna a non essere rigidi. L’argilla si modella, si rompe, si ricompone. È resiliente. Questo significa essere capaci di adattarsi anche nella vita, di fronte alle difficoltà, senza scoraggiarsi. La rigidità, mentale e caratteriale, porta sempre alla frattura.»

Nelle tue opere si avverte una tensione classica evidente. Che ruolo gioca la statuaria antica, in particolare quella romana e greca, nel tuo immaginario creativo?
«La statuaria antica ha inciso profondamente sul mio modo di pensare e creare. L’armonia delle forme, la tensione verso una perfezione che sappiamo essere irraggiungibile, rappresentano per me una spinta vitale. Cercare un ideale, che sia nella scultura o nel corpo attraverso l’esercizio fisico, significa sentirsi vivi. Anche la mia scelta sportiva nasce da qui: prediligo discipline che valorizzano i volumi e la definizione muscolare, perché ritrovo in esse la fisicità delle statue classiche.»

Molti ti chiedono come si raggiunga un’armonia fisica così evidente. Quanto conta lo stile di vita in questo percorso?
«Conta tutto. Alla base c’è uno stile di vita sano: alimentazione corretta, allenamento costante, rifiuto degli eccessi. Non sono rinunce, ma scelte quotidiane. Questo mi ha permesso di mantenere nel tempo una buona condizione fisica. Ovviamente non ho più vent’anni, ma proprio per questo la disciplina mi gratifica ancora di più. Il benessere del corpo si riflette inevitabilmente anche sulla mente.»

Essere oggi una donna, artista e docente molto visibile sui social comporta anche delle responsabilità. Come vivi questo equilibrio tra esposizione pubblica e autorevolezza professionale?
«All’inizio non è stato semplice. Chi è esposto pubblicamente deve confrontarsi con giudizi e incomprensioni. Tuttavia, io ho sempre avuto chiara la mia identità. Già molti anni fa i miei studenti mi riconoscevano come “prof influencer”, quando ancora non esisteva alcun riconoscimento ufficiale. Oggi Meta mi considera influencer, ma ciò che mostro è sempre frutto del mio lavoro, della mia visione, della mia vita reale. E’ tutto frutto del mio lavoro, delle mie idee, ma ringrazio “Raffaele Testa Editing” che mi aiuta nella produzione dei video.»

Costruzioni Laziali

Se dovessi lasciare un messaggio alle giovani donne che ti seguono, divise tra affermazione personale, cura di sé e ricerca di senso, quale sarebbe la tua eredità ideale?
«La cura dell’autostima. È la cosa più difficile da costruire oggi, perché viviamo in un mondo pronto a minarla costantemente. Ogni donna deve lavorare sulla propria sicurezza interiore, senza cedere ai giudizi esterni. Le persone criticheranno sempre. L’importante è restare fedeli a se stesse.»

Anna Rita De Prisco ha consegnato molte importanti sculture a personaggi dello spettacolo, tra i quali Vincenzo Salemme. La prof-influencer ron rappresenta un fenomeno passeggero, ma una traiettoria. La sua esperienza dimostra che è possibile abitare il presente senza rinunciare alla profondità, usare i social senza smarrire il pensiero, esporre il corpo senza tradire l’intelletto. In un’epoca che confonde spesso l’apparire con l’essere, la sua figura restituisce alla bellezza il suo significato originario: misura, equilibrio, responsabilità.

Ed è forse questa la sua opera più compiuta.

Condividi l'articolo!