- Truffa alla Villa Comunale di Cassino: 7 avvisi di garanzia, il Comune è parte lesa - 11 Giugno 2026; 14:15
- IL CASO EVANGELISTA / Dimissioni rigettate? Un teatrino politico. Ecco perché quel foglio WhatsApp è solo carta straccia - 10 Giugno 2026; 16:15
- SAN GIORGIO A LIRI / L’ex sindaco annuncia la nascita di un comitato e di una sede fisica nel cuore del paese - 10 Giugno 2026; 15:30
San Giorgio a Liri – Una scritta inneggiante al fascismo e la sostituzione dei simboli di partito. È questo lo scenario che si è presentato davanti alla sede del circolo del Partito Democratico di San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone. Ignoti hanno rimosso la bandiera del PD, rimpiazzandola con un tricolore, e hanno lasciato l’inequivocabile scritta “viva il duce”.

Un episodio che assume una gravità ancora maggiore se si considera il valore simbolico del luogo: il circolo locale è infatti intitolato alla memoria di Luigi De Rosa, un giovane rimasto vittima in passato di un agguato fascista.

Non si è fatta attendere la ferma condanna da parte dei vertici del partito. Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del PD, ha rilasciato una nota durissima per stigmatizzare l’accaduto, definendolo un gesto vergognoso e squadrista che colpisce non solo la comunità democratica e antifascista della provincia di Frosinone, ma anche la memoria stessa di Luigi De Rosa.

La coordinatrice ha sottolineato come quanto accaduto sia solo l’ennesimo oltraggio a un presidio locale da parte di chi ancora deve fare i conti con la democrazia e con la Costituzione. Per questo motivo, ha auspicato che gli organi competenti facciano piena luce e individuino al più presto i responsabili, esprimendo contemporaneamente la massima vicinanza al circolo e alla federazione provinciale del partito, a partire dal segretario Achille Migliorelli.
L’atto vandalico ha sollevato un’ondata di sdegno nella comunità locale e nel panorama politico regionale. Le forze dell’ordine sono già al lavoro per risalire agli autori del gesto, anche attraverso l’analisi di eventuali telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Resta alta l’attenzione sul territorio del Frusinate contro quelli che la dirigenza dem definisce veri e propri rigurgiti di stampo squadrista.






