Cassino 2029: la sfida per diventare Capitale Italiana della Cultura tra memoria benedettina e visione europea

Tempo di lettura: 3 minuti
Domenico Panetta
Seguimi
Logo ufficiale Cassino Capitale della cultura 2029

Cassino – La Sala Restagno del Palazzo Comunale ha fatto da cornice alla presentazione della candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029, un evento che ha registrato una partecipazione corale, segno tangibile di una comunità che sente l’urgenza e il desiderio di rilanciarsi. Il progetto si propone come un percorso partecipato che si innerva profondamente sulle realtà di base del territorio.

Il sindaco Enzo Salera ha sottolineato come l’obiettivo sia celebrare i 1500 anni della fondazione dell’Abbazia di Montecassino, valorizzando un patrimonio storico, archeologico e culturale unico al mondo. Per il primo cittadino, la chiave del successo risiede nel gioco di squadra che coinvolge l’amministrazione, l’Abbazia, l’Università e l’intero tessuto sociale. A ribadire l’importanza della partecipazione è intervenuto il professor Paolo Verri, direttore scientifico della candidatura, il quale ha evidenziato come non abbia senso candidarsi senza una partecipazione diretta della comunità, invitando i cittadini a inviare proposte alla mail capitale.cultura2029@comune.cassino.it.

L’Abate Dom Luca Fallica ha ricordato come la candidatura coincida con i 1500 anni dall’arrivo di San Benedetto, definendo questo legame tra l’Abbazia e la città un “destino condiviso”. Il cammino verso il 2029 sarà scandito da quattro tappe tematiche – pace, luce, comunione fraterna e speranza – con l’obiettivo di irradiare la luce benedettina in tutto il mondo. Parallelamente, il Rettore dell’Università di Cassino, Marco Dell’Isola, ha evidenziato come l’Ateneo, “figlia della ricostruzione”, sia un perno fondamentale grazie alla sua vocazione internazionale, un elemento che considera un punto di forza essenziale per la candidatura.

Un sostegno convinto è giunto da Vincenzo Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate, che ha dichiarato il pieno supporto dell’istituto al 100% nel progetto. Formisano ha rilanciato una proposta dal forte valore simbolico e culturale: il restauro e il completamento dell’affrescamento della Basilica di Montecassino, un progetto di impatto internazionale che risale a un protocollo d’intesa di circa dieci anni fa. Il Presidente ha sottolineato l’importanza di superare la burocrazia – citando l’esperienza positiva del restauro del Sarcofago degli Sposi a Roma – per poter finalmente valorizzare le eccellenze del territorio.

Sul fronte economico e sociale, Formisano ha condiviso la visione del professor Verri riguardo alla piena occupazione, aggiungendo la necessità di garantire salari dignitosi per contrastare il disagio sociale. Secondo il Presidente della BPC, la strada da percorrere passa per il recupero della produttività attraverso l’innovazione tecnologica e la collaborazione con l’Università. Richiamando i principi della responsabilità sociale d’impresa, Formisano ha ribadito che restituire parte di quanto guadagnato alla comunità è un dovere etico e la chiave per costruire una prospettiva di speranza per le nuove generazioni.

Cassino Birra 2026

Il professor Verri ha infine inquadrato la candidatura in una prospettiva europea strategica, spiegando come la cultura sia il motore necessario per i “luoghi margine”, ovvero territori lontani dalle grandi aree metropolitane con un capitale sociale inespresso. L’obiettivo è trasformare Cassino in una città emblematica del futuro, dove i 1600 posti letto universitari diventino una risorsa per ospitare giovani da tutta Europa, chiamati a progettare insieme il 2029. “Siamo sicuri di aver già vinto perché vogliamo cooperare”, ha concluso Verri, sottolineando come l’essenza della candidatura risieda nel messaggio di San Benedetto: un lavoro cooperativo che crea competenze e decenza di vita per tutti.

Condividi l'articolo!