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Il punto del direttore
C’è un vizio di forma nel modo in cui oggi si racconta la politica: appena qualcuno alza la mano per chiedere chiarezza, si grida subito alla “crisi”. Ma se provassimo per un attimo a spegnere il rumore di fondo delle polemiche e guardassimo i fatti, scopriremmo che a Cassino non sta andando in scena un dramma, ma un esercizio di democrazia e responsabilità.
Il Metodo Salera: trasparenza, non contestazione
Partiamo da un presupposto fondamentale che troppo spesso viene ignorato: il Partito Democratico di Cassino non ha mai messo in discussione la figura di Achille Migliorelli come futuro Segretario Provinciale.

Il nodo non è il “chi”, ma il “come”.
Quella sollevata dal sindaco Enzo Salera e dal suo gruppo consiliare non è una fronda, ma una richiesta di trasparenza. Chiedere che le scelte politiche siano fatte alla luce del sole, senza sotterfugi e nel rispetto dell’interesse generale, non è un atto di ostilità. È, al contrario, quello che ogni leader politico degno di questo nome farebbe per tutelare la propria città e l’integrità del proprio partito. È normalità politica, eppure qualcuno preferisce chiamarla “crisi”.
La politica dei numeri contro la narrazione dei “sussurri”
Chi parla di un PD di Cassino isolato o in difficoltà, si scontra contro il muro della realtà. E la realtà, in politica, ha i contorni netti dei numeri.
La squadra guidata da Salera vanta un doppio mandato consecutivo, culminato in una riconferma che ha dell’incredibile: il 63% dei voti.
• Un peso specifico enorme: Un sindaco che governa con quasi due terzi dei consensi non parla a titolo personale, ma porta con sé il peso di un’intera città.
• Strapotere politico: Questi numeri non sono un dettaglio, ma la prova di una forza politica che in provincia di Frosinone ha pochi eguali.
Strumentalizzare il “metodo Salera” come fosse un elemento di disturbo significa ignorare che è proprio quel metodo ad aver generato un consenso così vasto e solido.

Il paradosso della crisi: la spinta del Consiglio verso la Provincia
Ma c’è un dato che, più di ogni altro, smonta la teoria della rottura interna. Vi chiediamo: è mai definibile “crisi” una situazione in cui l’intero Consiglio Comunale (maggioranza) propone coralmente al proprio Sindaco di candidarsi come consigliere provinciale? La risposta è evidente. Se ci fosse una spaccatura, se ci fosse un dissenso sul metodo o sulla leadership, il gruppo dirigente non farebbe quadrato attorno alla figura di Salera spingendolo verso un ruolo di rappresentanza territoriale ancora più alto. Questa non è la fotografia di un partito diviso, ma quella di una corazzata che sa bene dove vuole andare.
Il PD di Cassino è vivo, è forte e, soprattutto, è consapevole del proprio ruolo. Vigilare affinché il nuovo percorso provinciale sia all’insegna dell’equità e del rispetto delle diverse sensibilità non è un attacco a Migliorelli, ma la garanzia che il partito possa finalmente uscire dall’immobilismo.






