Cassino, il monito di Salera nell’anniversario del bombardamento: «La Pace è l’unica strada»

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Domenico Panetta
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di Domenico Panetta 


CASSINO
– Il 15 febbraio non è mai una data qualunque per la città martire. Ottantadue anni fa, la millenaria Abbazia di Montecassino veniva ridotta a un cumulo di macerie dalla furia della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, in un clima internazionale di crescente tensione, il sindaco Enzo Salera ha affidato ai social un messaggio di riflessione profonda, trasformando la memoria storica in un appello urgente per l’attualità.

Le parole del primo cittadino  Enzo Salera arrivano in un momento storico delicato, segnato da nuove ombre che si allungano sull’Europa e sul mondo. Salera ha tracciato un parallelo netto tra il passato e il presente:

«In un presente scandito da conflitti, odio tra popoli e corse al riarmo, l’immagine della nostra Abbazia distrutta, il 15 febbraio del 1944, deve ricordare ancora una volta, a tutti noi, che distruzione e morte sono gli unici risultati possibili di qualsiasi guerra.»

L’immagine del monastero sventrato dalle bombe alleate, simbolo della sofferenza gratuita subita dal patrimonio culturale e dalla popolazione civile, diventa così un monito contro la retorica bellicistica.

Il sindaco ha poi sottolineato la missione identitaria della città. Se il 1944 ha rappresentato l’abisso della distruzione, la rinascita di Cassino ha saputo trasformare il dolore in un messaggio universale.

• Il valore del futuro: «La Pace è l’unica strada per costruire il futuro», ha ribadito Salera con fermezza.

• Il ruolo nel mondo: Cassino non è solo un centro urbano, ma un «simbolo mondiale della riconciliazione tra popoli», una testimonianza eterna di come dalle ceneri possa nascere una nuova fratellanza.

Le celebrazioni di questo 15 febbraio confermano la volontà dell’amministrazione di non limitarsi alla sola commemorazione rituale, ma di mantenere vivo un dialogo critico con le nuove generazioni, affinché il sacrificio di allora non venga dimenticato tra i nuovi venti di guerra.

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