Cassino, il ritorno al passato (modulo) è un suicidio: l’Anzio ringrazia e vince 2-1

Tempo di lettura: 2 minuti
Domenico Panetta
Seguimi

ANZIO – Non è bastato il vantaggio illusorio di Tribelli. Il Cassino torna dalla trasferta laziale con le ossa rotte e una certezza che fa male: la gestione tecnica continua a essere il vero tallone d’Achille di questa stagione. L’Anzio si impone per 2-1, ma il punteggio sta persino stretto a una squadra che ha letteralmente preso a pallonate gli azzurri.

Il calcio, a volte, è materia semplice, ma sulla panchina del Cassino si preferisce la complicazione. Dopo la convincente vittoria contro il Monastir, ottenuta grazie a un solido 3-4-3, ci si aspettava una conferma. Invece, mister Mancone ha deciso di fare un passo indietro, rispolverando quel 3-5-2 precario che ha già mostrato tutte le sue lacune.

Il risultato? Una squadra che somiglia più alla Longobarda cinematografica che a una formazione impegnata nella lotta per non retrocedere. La domanda sorge spontanea: se un modulo funziona, perché abbandonarlo proprio nello scontro diretto?

La partita era iniziata sotto i migliori auspici grazie al gol di Tribelli, che aveva portato avanti gli azzurri. Ma è stata una fiammata isolata. L’Anzio non ha perso la calma e ha continuato a macinare gioco, mettendo a nudo l’incapacità del Cassino di leggere i momenti del match. Le reti di Carnevale e Bengivenga hanno ribaltato il risultato e spento ogni velleità ospite.

siamo in via XX settembre 3- Cassino

Qui non si tratta solo di interpreti o di condizione fisica, ma di una totale incapacità di preparare e leggere le partite. Lo ribadiamo da tempo: questo modulo è scellerato. Esortiamo la società a un intervento drastico sulla guida tecnica. Questi ragazzi hanno bisogno di essere messi in condizione di fare calcio, non di essere sacrificati sull’altare di scelte tattiche incomprensibili.

A settembre avevamo lanciato un monito chiaro: “Se non correte ai ripari, sarete ricordati come i traghettatori della retrocessione”. A giudicare da quanto visto oggi, la dirigenza e lo staff tecnico si stanno impegnando seriamente per rendere quella profezia una triste realtà. Il tempo è quasi scaduto.

Condividi l'articolo!