Cassino, l’imbarazzante caccia al Sindaco: quando l’“opportunità politica” nasconde la nostalgia del passato

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Domenico Panetta
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L’editoriale del direttore

Cassino – Quello che sta accadendo in queste ore a Cassino si traduce in una sola, chiarissima lettura politica. Una lettura che, sia chiaro, non ha assolutamente nulla a che vedere con il fare politica concretamente, con lo spirito di servizio o con il bene della cittadinanza. Stiamo parlando, piuttosto, della solita, strumentale invocazione dell’“opportunità politica” del centrodestra.

Invocare e chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco in questo contesto è un atto imbarazzante. Non solo non poggia su basi solide, ma denota una profonda, preoccupante scarsa predisposizione per la vera politica, quella che si fa con i fatti e non con i titoloni di comodo.

La gestione del passato: il caso dei 600 incarichi dissipati dal centrodestra

Se in queste ore la politica locale e l’opinione pubblica volessero davvero fare un’operazione di verità e trasparenza, l’attenzione collettiva dovrebbe soffermarsi su ben altro. Dovremmo parlare, ad esempio, dei 600 incarichi concessi in passato (sotto le amministrazioni di centrodestra) a vari professionisti.

Una pioggia di nomine e consulenze che ha prodotto un debito enorme sulle spalle del Comune di Cassino nei confronti degli stessi professionisti; un debito pesante, che l’attuale amministrazione si è trovata a dover sanare e che ha puntualmente pagato. Dissipare 600 incarichi politici in quel modo denota una sciagurata gestione del denaro pubblico che va al di là di ogni ragionevole dibattito e che avrebbe dovuto suggerire, a chi oggi pontifica, un dignitoso silenzio.

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Spostando il focus sulla cronaca recente e sul caso specifico della Villa Comunale, i fatti dimostrano una realtà ben diversa da quella raccontata dalle opposizioni. È ormai noto a tutti che il Comune di Cassino è la parte lesa in questa vicenda.

La magistratura sta lavorando alacremente, e lo sta facendo proprio per tutelare le casse comunali. Guardando alle cose concrete, la nota positiva di questa situazione è che l’ente potrebbe non solo ottenere il risarcimento del danno, ma trovarsi ad avere comunque una Villa Comunale a disposizione della cittadinanza a un costo minore rispetto a quello che era stato preventivato. Dov’è, dunque, il fallimento dell’amministrazione?

La verità dietro gli attacchi delle ultime ore è molto più cinica. Comprendiamo perfettamente che l’idea di riavere a disposizione quella vecchia macchina amministrativa capace di dissipare incarichi a gogò faccia gola a molti. È questo il vero motore che spinge ad invocare con tanta urgenza le dimissioni del sindaco: la nostalgia di un sistema di gestione superato.

La lettura di quanto sta accadendo in queste ore a Cassino è una sola. Da una parte c’è chi grida alle dimissioni sperando di restaurare vecchi equilibri; dall’altra c’è un’amministrazione che ripara i danni del passato e una magistratura che lavora per difendere i soldi dei cittadini. Il resto è solo rumore di fondo. Lasciamo come sempre il giudizio ai cittadini considerando che in quei vecchi 600 incarichi dissipati dal centrodestra sono esclusi i loro figli. 

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