Cassino non dimentica: l’82° anniversario del sacrificio tra memoria e rinascita

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di Domenico Panetta 
Cassino
– Il 15 marzo non è una data qualunque per la città di Cassino. È il giorno in cui il silenzio delle macerie incrocia il rumore della memoria. Quest’anno, la città martire celebra l’82° anniversario del suo sacrificio, ricordando i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale che la rasero quasi completamente al suolo.

L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Enzo Salera, ha predisposto un programma istituzionale volto a onorare chi perse la vita sotto i bombardamenti e a celebrare la resilienza di una comunità che ha saputo risorgere dalle proprie ceneri.

La giornata di domenica 15 marzo 2026 sarà scandita da diversi momenti di raccoglimento e approfondimento storico:

• Ore 09:30 – Trekking Urbano della Memoria: Con partenza dal Museo Historiale (Via San Marco), l’evento “Sulle orme del 15 Marzo”, curato dalla Pro Loco, guiderà i partecipanti in un percorso fisico ed emotivo attraverso i luoghi simbolo della distruzione e della ricostruzione (partecipazione su prenotazione).

• Ore 11:30 – Omaggio ai Caduti: In Piazza Alcide De Gasperi, presso il Monumento ai Caduti, si terrà la solenne deposizione di una corona d’alloro.

• Ore 11:45 – Vittime Civili: La cerimonia si sposterà in Via Guglielmo Marconi per la deposizione di un fascio di fiori presso il Monumento alle Vittime Civili di Guerra, a cura dell’ANVCG.

Per l’occasione, il Museo Historiale effettuerà un’apertura straordinaria dalle ore 09:00 alle 13:00. Un’opportunità per i cittadini e i visitatori di ripercorrere il “martirio” bellico della città, ma anche di riflettere sul miracolo della ricostruzione.

“L’Amministrazione invita i cittadini ad essere presenti,” si legge nella nota ufficiale del Comune, “a monito e ricordo di quanto accaduto, affinché il sacrificio del passato rimanga la base per una comunità consapevole e unita.”

Ottantadue anni dopo, Cassino si conferma non solo come città decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, ma come un simbolo universale di pace che trae forza dalle proprie ferite.

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