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Cervaro – Alla luce di quanto accaduto nel pomeriggio odierno, questa testata ritiene doveroso intervenire per fare chiarezza su alcune gravi affermazioni diffuse dal profilo di una tale Marilena D’Ambrosio nei nostri confronti. L’account, che appare chiaramente fittizio, è stato già segnalato alle autorità competenti per risalire alla reale identità di chi si cela dietro questo attacco e per comprendere le motivazioni profonde di tale sortita.

Nello specifico, la sedicente sostenitrice del candidato Gaglione accusa la nostra redazione di aver incassato la cifra di 1.300 euro come spazio elettorale a favore dello sfidante Marrocco. È necessario precisare, per onore di verità, che la cifra citata è del tutto inesatta e che la veridicità dell’accaduto va inquadrata nelle normali regole democratiche. È infatti risaputo che ogni spazio elettorale, durante qualsiasi campagna, è regolarmente a pagamento, tanto che lo stesso Gaglione parrebbe occupare spazi simili su diverse altre testate locali.

Il sospetto che sorge spontaneo, davanti a simili illazioni, è che l’autrice mascherata del post possa aver peccato di “eccesso di conoscenza”. Viene da chiedersi se chi scrive sia a conoscenza di operazioni simili condotte proprio dalla lista Gaglione nei confronti della stampa; se, in altre parole, l’accusa nasca dall’abitudine di pagare non tanto per la trasparente acquisizione di spazi pubblicitari, quanto per garantirsi articoli compiacenti o linee editoriali di favore. Non vorremmo che dietro questo attacco si nasconda la proiezione di un metodo di lavoro che appartiene proprio a chi oggi punta il dito.
Ciò che desta profonda meraviglia è inoltre la tempistica della signora D’Ambrosio. Le accuse di parzialità non sono giunte quando la nostra redazione ha dato voce a Gaglione, ma sono scattate questa mattina, subito dopo la pubblicazione di un articolo che evidenziava il successo del comizio di Marrocco tenutosi ieri sera. È singolare notare il livello di vigilanza che il candidato Gaglione sembra avere sulla propria “scuderia”: non si comprende il motivo di un attacco verso una testata che ha garantito equamente lo stesso spazio a entrambi gli schieramenti, a meno che non si pretenda un asservimento totale.

È opportuno ribadire con fermezza che chiunque intenda trasformare una testata giornalistica in un ufficio stampa privato deve essere consapevole che ciò ha costi e modalità differenti dalla cronaca durante una campagna elettorale. In conclusione, pur non volendo alimentare tensioni nel clima già rovente di Cervaro, non accettiamo ombre sulla nostra professionalità. Segnamo dunque sul taccuino il primo esposto formale alle autorità, che a breve ci faranno sapere chi si nasconde davvero dietro quel profilo e quali dinamiche “sottobanco” stia tentando di attribuire agli altri.






