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A margine del congresso del Partito Democratico tenutosi oggi a Cassino, il quadro politico che emerge è chiaro, seppur non privo di sfumature che meritano una lettura attenta — vicenda Migliorelli a parte. Il sindaco Enzo Salera ha ribadito con forza: Cassino vanta un circolo vivo, presente e profondamente radicato nel tessuto del territorio. Il nostro impegno non si ferma. Continueremo a lavorare con dedizione per il bene del Partito Democratico, ma sempre con un obiettivo prioritario: gli interessi e il benessere dei cittadini. La politica è servizio, ascolto e presenza costante sul territorio. Insieme, costruiamo il futuro della nostra provincia.

Non si tratta solo di retorica congressuale. Il gruppo dirigente si presenta come un blocco coeso che ha scelto il proprio punto di riferimento: sarà proprio Enzo Salera l’uomo su cui puntare per la corsa alle prossime elezioni provinciali. La linea è tracciata: lavorare per il bene del partito e, soprattutto, per quel territorio che il sindaco amministra quotidianamente.
I più attenti osservatori hanno notato qualche strettoia nei rapporti, visi tesi e “strette di mano a metà” tra Salera, De Angelis e Migliorelli. Tuttavia, conoscendo lo stile operativo e la proverbiale capacità di concentrazione di Salera, queste dinamiche vanno interpretate più come una “trance agonistica” politica che come una reale frattura. Quando il sindaco è focalizzato sull’obiettivo, il protocollo passa in secondo piano rispetto alla sostanza del progetto.

Il PD di Cassino si prepara dunque alla sfida provinciale con i motori accesi e un leader riconosciuto. C’è un clima di apparente stabilità che dovrebbe rassicurare militanti e simpatizzanti.
Per ora, insomma, non sembrano esserci motivi di preoccupazione. Ma i veterani della politica sanno bene che nel Partito Democratico c’è un segnale d’allarme infallibile. Finché non verrà pronunciata la fatidica frase — quella che ha segnato la storia recente del partito — tutto scorre. Solo se sentirete sussurrare il celebre “stai sereno…da Salera”, allora (e solo allora) ci sarà da correre ai ripari. Attenzione a non riconoscere a Cesere quel che è di Cesare. Per il momento, la rotta è fissata: Cassino c’è, Salera pure. E la corsa è appena iniziata.






