Consorzio di Bonifica Valle del Liri: Marandola esce dalla porta e rientra dalla finestra

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Domenico Panetta
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Se il Consorzio di Bonifica Valle del Liri fosse un teatro, saremmo di fronte a una commedia dell’assurdo.

di Domenico Panetta

Ma qui non si parla di finzione, bensì di gestione di risorse pubbliche e trasparenza amministrativa. L’ultimo atto della saga ha dell’incredibile: con la delibera n. 31 del 13/02/2026, il Commissario Straordinario ha ufficializzato quello che molti temevano e che noi avevamo già subodorato.

Dopo aver nominato un nuovo Direttore (il dott. Tagliaboschi, delibera n. 30), l’ente ha deciso di non fare a meno di Remo Marandola, reintegrandolo a stretto giro di posta come Direttore dell’Area Amministrativa Finanziaria. Stesso livello retributivo, stessa influenza, solo un nome diverso sulla porta dell’ufficio.

Un valzer che non convince, la domanda sorge spontanea e la poniamo con forza: perché? Perché Marandola è stato formalmente allontanato per poi essere reintegrato appena dodici giorni dopo? In questo modo il consorzio aumenta i costi non li diminuisce. 

• Si tratta di un gioco di incastri tecnici o di equilibri politici da preservare a ogni costo?

• Chi ha spinto, dietro le quinte, per questa fulminea riassunzione?

In un ente pubblico, la logica vorrebbe che le decisioni seguano criteri di necessità e trasparenza lineare. Qui, invece, sembra di assistere a una partita a scacchi dove il fine ultimo non è il bene del consorzio, ma il mantenimento di uno status quo che dura ormai da troppo tempo.

Il “Temporaneo” che diventa Eterno, il punto nodale della questione è però un altro: il Commissariamento. Per definizione, un commissario viene nominato per gestire una fase straordinaria e limitata nel tempo. Al Consorzio Valle del Liri, il concetto di “temporaneo” è stato ampiamente distorto:

1. Il Consorzio è commissariato da ben 9 anni.

2. La dott.ssa Ricci è in carica dal 2019: sette anni di gestione straordinaria.

Un periodo così lungo non è più un’emergenza, è un sistema. E quando un sistema si chiude in se stesso per quasi un decennio, si aprono praterie per interpretazioni ambigue e, nel peggiore dei casi, per infiltrazioni e favoritismi che nulla hanno a che fare con l’efficienza amministrativa. Sono ipotesi e tali restano. 

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L’appello alla Regione

La chiarezza dovrebbe essere la stella polare di ogni ente che attinge alle tasche dei cittadini. Al momento, al Consorzio Valle del Liri, di chiaro c’è ben poco, specialmente sul fronte delle assunzioni e delle rotazioni del personale, da sempre tallone d’Achille dell’ente.

È tempo che l’Assessore Regionale Righini batta un colpo. Non è più possibile voltarsi dall’altra parte: serve un intervento immediato che garantisca trasparenza e che metta fine a questa gestione “finestrata”. I consorziati e i cittadini meritano risposte, non delibere che sembrano scritte col gioco delle tre carte.

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