- Scherzo di Carnevale alla Palmese: il Cassino vince 1-0, ma il “paziente” resta in prognosi riservata - 15 Febbraio 2026; 16:30
- Cassino, il monito di Salera nell’anniversario del bombardamento: «La Pace è l’unica strada» - 15 Febbraio 2026; 14:29
- Cassino MIA 1944 conquista il Senato: la delegazione più giovane ai “Percorsi della Memoria” - 15 Febbraio 2026; 09:32
Tra diritto alla privacy e dovere di trasparenza, il caso delle chiamate dirette con l’oscuramento dei nomi da parte del Consorzio Di Bonifica Valle del Liri finisce sotto la lente dell’Anticorruzione.
C’è un sottile confine tra la tutela dei dati personali e il diritto dei cittadini di sapere come viene gestita la “cosa pubblica”. Un confine che, nel caso del Consorzio di Bonifica Valle del Liri, sembra essersi fatto decisamente troppo opaco. Al centro del dibattito ci sono le recenti assunzioni a chiamata diretta effettuate dall’ente: una procedura che, seppur legittima nelle sue premesse, si scontra oggi con un muro di omissis.

Nonostante le richieste di chiarezza da parte nostra e dei cittadini, il Consorzio continua a mantenere l’oscuramento sui nomi dei vincitori nella documentazione ufficiale. Consultando l’albo pretorio (come verificabile a questo link), il lettore si trova davanti a una lista di “X” o spazi bianchi.
Perché questa segretezza? Se è vero che la privacy va tutelata, è altrettanto vero che la nitidezza amministrativa è il primo antidoto alla trasparenza.

La questione non è passata inosservata alla collettività. Proprio questa mattina, un gruppo di cittadini ha presentato una segnalazione formale all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). L’accusa è chiara: la presunta violazione dell’art. 19 del D.Lgs. n. 33/2013, che disciplina gli obblighi di pubblicazione concernenti i bandi di concorso e le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni.
Non possiamo che essere felici per chi trova lavoro, ma il territorio ha bisogno di risposte. Perché nascondersi dietro un oscuramento che sembra eludere il principio di trasparenza?

Resta un interrogativo che scuote il Cassinate: la graduatoria finale sembra riflettere appieno la necessità di figure specializzate di cui il territorio ha disperatamente bisogno per la gestione delle risorse idriche e del rischio idrogeologico. È doveroso sottolineare che le mansioni e le specializzazioni in oggetto non richiedono competenze ‘introvabili’ o profili di estrazione accademica complessa. Il nostro territorio vanta un tessuto sociale ricco di giovani preparati, tecnici esperti e maestranze che conoscono profondamente il nostro territorio.
Sorge quindi spontanea una domanda: com’è possibile che, per ruoli di questo tipo, non si sia attinto prioritariamente al bacino di risorse locali? Ma soprattutto come mai nonostante la notizia sia rimbalzata fino alla Regione Lazio il Consorzio oscura ancora i nomi? Si fa sempre più insistente il sospetto di un probabile favoritismo.

Ora la palla passa all’ANAC. Secondo il regolamento, l’Autorità avrà circa 180 giorni per verificare se l’operato del Consorzio sia stato rispettoso delle norme o se l’oscuramento dei nomi rappresenti un tentativo di evadere gli obblighi di legge.
In attesa del verdetto, una domanda resta sospesa: in un ente che vive di contributi dei consorziati, la trasparenza è un optional o un dovere?






