Disastro Cassino: il Salveti cade ancora, l’Albalonga passa 2-0

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Domenico Panetta
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Era nell’aria, quasi una sentenza scritta nelle statistiche di una stagione che definire tribolata inizia a suonare come un eufemismo. Avevamo ragione, domenica scorsa é stata un vittoria dettata dal calcolo delle probabilità, purtroppo: il Cassino cade tra le mura amiche, cedendo l’intera posta in palio a un Albalonga cinico e ordinato. Il tabellino finale recita uno 0-2 che lascia poco spazio alle interpretazioni e molta strada ai malumori.

Colpiti a freddo e affondati nel finale. La cronaca della gara è lo specchio di un’annata dove nulla sembra girare per il verso giusto. Dopo una frazione di gioco opaca, è Sfanò a gelare il Salveti proprio allo scadere del primo tempo (45’).

Nella ripresa, la reazione dei padroni di casa è apparsa più di nervi che di idee. Il Cassino ha provato a raddrizzare la barra, ma senza mai dare l’impressione di poter realmente far male. Il sipario cala definitivamente al 97’, quando Giampaolo firma il raddoppio, mettendo il sigillo su una sconfitta che brucia e sancisce l’annata scadente del Cassino.

Il “Caso” Salveti: Questioni di centimetri o di testa? A rendere il clima ancora più surreale sono state le dichiarazioni post-partita. Mancone ha sollevato una polemica destinata a far discutere: secondo il tecnico, l’impianto del Salveti penalizzerebbe il gioco dei suoi ragazzi a causa delle dimensioni del campo, giudicate “troppo larghe”.

Un’analisi che lascia perplessi e solleva un interrogativo spontaneo: dobbiamo davvero credere che il problema sia la metratura? Ci sfugge un particolare: gli altri campi del girone sono forse diventati improvvisamente dei fazzoletti di terra? O forse sono gli avversari a sapersi adattare meglio a quegli spazi che dovrebbero essere, per definizione, il vantaggio di chi gioca in casa?

Siamo stanchi di raccontare un declino che sembra non avere fine. La realtà è che il Cassino oggi appare una squadra svuotata, priva di quella cattiveria agonistica necessaria per onorare la maglia e il proprio pubblico.

A voi, lettori e tifosi, lasciamo le riflessioni su una stagione che doveva essere quella della salvezza e che invece si sta trasformando in un lento calvario. Quando mancano le idee, spesso ci si attacca alle misure del campo; ma la classifica, purtroppo, non si misura in metri, ma in punti. E quelli, oggi, sono 17 ultimi in classifica con 40 gol incassati. 

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