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Dal mondo – 132mila bimbi a rischio una carestia definita dall’ONU come “interamente causata dall’uomo” sta mettendo a rischio decine di migliaia di bambini a Gaza: 132mila sarebbero esposti al pericolo di malnutrizione acuta, secondo l’ultima valutazione del sistema di monitoraggio IPC (Integrated Food Security Phase Classification). In un contesto segnato da blocchi, interruzioni di forniture e difficoltà di accesso agli aiuti, l’ONU avverte che la crisi alimentare potrebbe avere ripercussioni gravissime sulle fasce più giovani della popolazione.

L’IPC è il principale strumento delle agenzie umanitarie per classificare lo stato di sicurezza alimentare nelle zone di crisi. Secondo l’ultima valutazione pubblicata, Gaza sarebbe incamminata verso fasi di gravità molto alta in ampie porzioni del territorio, con 132mila bambini a rischio di morte per malnutrizione se non si interviene tempestivamente. L’ONU racconta una carestia che non deriva solo dai disagi bellici, ma da una serie di decisioni politiche e pratiche di accesso agli aiuti che hanno severamente limitato la possibilità di fornire cibo, acqua e servizi essenziali alla popolazione civile.

Dalla parte umanitaria arrivano segnali di intensi sforzi per alleviare la crisi, ma anche di ostacoli. Ieri, in un nuovo invio, Gaza ha ricevuto 220 camion di aiuti: una quantità simile a quella riscontrata nelle settimane precedenti. L’impressione è quella di una razione di soccorso continua ma insufficiente a coprire bisogni che, secondo gli osservatori, restano molto al di sopra delle disponibilità reali.







