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Si è concluso con successo e grande partecipazione il ciclo di seminari tenuto dai magistrati del Tribunale di Cassino all’interno della Casa Circondariale “San Domenico”. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si conferma un ponte fondamentale tra il mondo della giustizia e la realtà carceraria, segnando un momento significativo nel percorso di rieducazione e crescita dei detenuti.
Il corso è il frutto di una convenzione stipulata nel lontano gennaio 2020 tra il Tribunale e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale (Unicas), e mira ad ampliare l’offerta formativa non solo per gli studenti Unicas iscritti al Polo Universitario Penitenziario, ma per tutti i detenuti della struttura.

L’evento finale ha visto la partecipazione di figure chiave che hanno sostenuto l’iniziativa fin dalle sue origini. Erano presenti l’ex direttore del Carcere, Francesco Cocco, il Dr. Claudio Marcopido, presidente della sezione penale del Tribunale di Cassino e segretario della sottosezione distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) di Cassino, insieme ai promotori accademici, la Prof.ssa Sarah Grieco e il Prof. Giuseppe Della Monica, responsabile del Polo Universitario Penitenziario. Ad arricchire la platea, il personale penitenziario e i tutors dell’università.

La Prof.ssa Sarah Grieco, promotrice dell’iniziativa, ha espresso profonda gratitudine per la collaborazione:
“Non possiamo che ringraziare la sottosezione distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Cassino che, anche quest’anno, si è messa a disposizione per garantire questi preziosi incontri che vedono nella stessa aula docenti, magistrati, persone recluse, studenti ed amministrazione penitenziaria.”
È importante ricordare che il progetto ha ottenuto un significativo riconoscimento, essendo stato qualificato come iniziativa di “interesse nazionale” dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), a sottolineare la sua elevata valenza socio-educativa.

Il Prof. Giuseppe Della Monica ha sottolineato come il vero obiettivo dei seminari vada oltre la semplice didattica, concentrandosi sulla creazione di spazi di dialogo costruttivo:
“Cerchiamo di ampliare quanto più possibile le occasioni di incontro tra i nostri studenti reclusi e non, consapevoli di quanto siano importanti questi momenti di confronto nei percorsi di crescita di tutti i partecipanti. Non solo dei detenuti.”
Il successo di questa terza edizione consolida il modello di Cassino come esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni, università e mondo giudiziario, dimostrando che l’educazione e il confronto sono strumenti imprescindibili per la riabilitazione e per una società più inclusiva.






