Il Cassino balbetta a S. Basilio (1-1): ora basta, Mancone va esonerato! Serve un tecnico di categoria superiore per risollevare la squadra

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Nel calcio parlano i numeri. Partiamo da un concetto che dovrebbe essere l’ABC per chiunque voglia fare o raccontare il pallone: la matematica non ha colori, non segue le simpatie e non si piega alle arrampicate sugli specchi. Quando si analizza una squadra, la prima ed ultima battuta d’arresto alla demagogia la dà la classifica, affiancata dai freddi dati del campo.

S. Basilio/Roma  – Un punto a San Basilio che ha il sapore amaro dell’ennesima occasione sprecata, se non di un vero e proprio verdetto d’accusa. Il campo dice 1-1, con il botta e risposta firmato da Capparella al 2’ del primo tempo per il San Basilio e dal pareggio di Pastore al 47’ per il Cassino. Ma la sostanza non cambia: tre partite, quattro punti. Un bottino misero, appena poco più di quello che si otterrebbe strisciando con tre pareggi consecutivi.

Persino la mitica Longobarda di Lino Banfi, di fronte a un avvio del genere, avrebbe già rispedito a casa l’Oronzo Canà di turno. A Cassino, invece, si continua pervicacemente a insistere con un mister che — conviene ricordarlo sempre — ci ha condotto dritti verso la retrocessione. Oggi, su nove punti disponibili, ne porta a casa quattro. Il tabellino di marcia è lo specchio spietato di questa mediocrità: 4 reti fatte, 4 subite. In sintesi? Non siamo né carne né pesce.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea e priva di diplomazia: la società vuole dare un segnale, sì o no? 

I tifosi ricorderanno bene quando Nicandro Rossi, da solo e senza troppi fronzoli, allestiva squadre capaci di dominare e competere ad alti livelli. Da solo, lo ribadiamo. Oggi, invece, assistiamo al paradosso: tra una cordata di imprenditori e un pacchetto sponsor decisamente consistente, non si è nemmeno in grado di garantire un campionato decente.Certo è che fino ad ora parlano i numeri: 4 punti in tre gare.

Volete risorgere? Siete venuti a Cassino per fare bene? Allora date un segnale, dimostrate di capirne di calcio ed esonerate Mancone: peggio di così davvero non si poteva fare. 

L’unico profilo in grado di capovolgere l’inerzia della stagione è Imperio Carcione (attualmente libero): è lui l’uomo adatto per risollevare le sorti della società. Costa troppo? Pensate davvero che un tecnico capace di risalire in Serie D vi chieda lo stipendio contenuto di Mancone? La competenza va pagata, cari signori, e le squadre vanno allestite con ambizione e visione.

Si parla da tempo di un budget sponsoristico molto corposo; inoltre la Banca Popolare non si è tirata indietro ed ha sostenuto anche quest’anno la squadra, ma il vostro, sforzo finanziario, quando arriva? Poco spendi, poco ottieni.

Vi interessa soltanto incassare dagli sponsor e stipulare abbonamenti oppure ridare alla città la Serie D? Queste domande hanno una sola risposta, ed è quella che può dare soltanto il campo. Ma il tempo delle attese è finito: la svolta deve partire dalla panchina.

Noi non facciamo sconti a nessuno. Raccontiamo il calcio con la schiena dritta e senza guardare in faccia ai singoli, basandoci sull’unico elemento incontestabile di questo gioco: i numeri. Perché le opinioni si possono discutere, le parole volano e i proclami estivi lasciano il tempo che trovano, ma la matematica resta l’unico giudice imparziale. Quando il campo emette il suo verdetto, il nostro compito non è addolcire la pillola o cercare scuse comode, ma riportare la realtà dei fatti. Così è sempre stato e così continuerà ad essere: spazio ai dati, priorità alla verità e rispetto solo per chi ama davvero questi colori.

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