Il Cassino cade a Sarno. Prova deludente

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Formazioni 

Sarnese (4-3-3): Petrone, Malvestuto, Tiberti, Carotenuto (89’ Mamona), Mazzei, Virgilio, Rajkovic (87’ Volpe), Silvestro (80’ Ferrara), Addessi (72’ La Monica), Bottalico (67’ Santarpia), Puca.

A disp. Pizzella, Velasquez, Codraro, Savor. All. Teore Grimaldi

Cassino (352): Verzamanis, Raucci, Merolla, Orlando (58’ Cavaliere), La Gamba, Maini, Tribelli (77’ Rossi), Nardelli (87’ Mirto), Sorrentino, Magliocchetti (58’ Carnevale), Sowe (69’ D’Alessandris).

A disp. Fiacco, Gentile, Paglia, Zampella. All. Urbano Corrado

Marcatori: 13′ e 23′ Rajkovic

Arbitro: Sign. Piciuccio della sezione di Campobasso. Primo assistente: Filippo Panebarca (Foggia). Secondo assistente: Di Muzio (Foggia).

Ammoniti: Virgilio (Sa), Maglioccheti (Ca)

Espulsi: /

In campo a Sarno abbiamo assistito a una prestazione netta e senza appello da parte della Sarnese, che ha preso il comando fin dai primi minuti e non ha mai mollato. Al 13’ minuto, il primo gol dei padroni di casa: un tiro da circa 40 metri di Rajkovic, che ha visto Verzamanis fuori dai pali e, con un colpo di genio alla Maradona, ha insaccato la palla in rete sorprendendo tutti. Un gol di grande classe e spettacolo, che ha dato subito il vantaggio alla squadra di casa. Sul finale la Sarnese spreca un calcio di rigore.

Al 23’, ancora Sarnese in avanti: questa volta, un traversone da calcio di punizione ha preso completamente in disimpegno la difesa ospite, che si è fatta trovare impreparata. Rajkovic, con freddezza, ha approfittato dell’errore e ha appoggiato il pallone in rete, raddoppiando così il vantaggio. La partita sembrava segnata, con il Cassino che mostrava un approccio poco incisivo e troppo arrendevole, probabilmente ancora acerbo e poco affiatato sotto l’abbazia.

Purtroppo, l’atteggiamento dei benedettini non è stato quello giusto per affrontare una gara così importante. È importante sottolineare, in particolare, un messaggio chiaro ai nuovi arrivati: “la maglia si onora”. In questo sport, si corre, si suda e si creano occasioni da rete. La squadra ha bisogno di unità, determinazione e rispetto per la maglia e la storia che rappresenta.

Siamo solo all’inizio di questa avventura, e la squadra, completamente rinnovata e giovane, ha bisogno di tempo per assimilare i meccanismi impartiti dal mister Urbano. La rosa, infatti, è ancora in fase di amalgama, e ci v’è la consapevolezza che l’obiettivo principale resta la salvezza. La strada è lunga e irta di difficoltà, ma con lavoro, pazienza e determinazione si può migliorare.

Ora, testa alla prossima sfida: domenica arriva l’Ischia, e lì il campionato inizia sul serio. Serve subito un cambio di passo, più concentrazione e una mentalità più vincente. Perché, in fondo, il calcio è fatto anche di punti e di ambizioni: è il momento di dimostrare che questa squadra ha le carte in regola per fare bene.

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