Il ruggito che arrende il Centrodestra: Leone sceglie il passato e firma la vittoria del Centrosinistra con tre anni d’anticipo

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Domenico Panetta
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L’editoriale del direttore

Tra la battaglia per l’antenna di Terelle e gli schemi politici antichi del passato a Cassino. 

di Domenico Panetta

C’è una dichiarazione che sta facendo discutere i corridoi della politica: quella di un “Leone”, Benedetto, che ruggisce giustamente contro l’antenna di Terelle, ma che sembra smarrire gli artigli quando il discorso si sposta sulle strategie di coalizione a Cassino. La battaglia ambientale è sacrosanta, condivisibile, persino eroica nella sua ostinazione. Bisogna essere obiettivi. Ma la politica, si sa, è fatta di pesi e contrappesi, e qui il bilancino segna un’anomalia: il ruggito si fa belato quando arriva il momento di indicare la rotta per il centrodestra a Cassino. 

E qui possiamo affermare la cronaca di una sconfitta con tre anni di anticipo. La notizia non è nel “cosa”, ma nel “come”. Leggendo tra le righe delle dichiarazioni di Leone emerge un dato che ha del clamoroso: il ritorno al solito volto, quel leader del centrodestra che la storia elettorale recente ha già bollato come perdente più volte. Vi chiederete: dov’è la novità? La novità è la resa incondizionata della matematica politica.

Se le premesse sono queste, posso scriverlo oggi, con ben tre anni di anticipo: il centrosinistra ha già vinto le prossime elezioni del 2029.  Non è una profezia, è logica cartesiana. Un vecchio adagio recita che se continui a fare le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Presentare lo stesso schema significa consegnare le chiavi della città agli avversari su un vassoio d’argento. Per carità non sarebbe male visto i cambiamenti che sono visibili a tutti in città.

La situazione per il centrosinistra è talmente cristallina da rasentare l’assurdo. La scelta del futuro candidato a sindaco non è più un tema di dibattito, ma un dettaglio burocratico. Ecco il paradosso ecco cosa ho immaginato usando un pizzico di ironia sulla terza ipotesi (e se non fosse ironia):

Vittoria assicurata: La coalizione di governo uscente potrebbe candidare chiunque. Vincerebbe a mani basse.

Niente ballottaggio: Il divario è tale che la partita si chiuderebbe al primo turno. Ancora una volta.

L’ipotesi provocatoria: Salera, per limiti di mandato, non può ricandidarsi? Poco male. Il centrosinistra potrebbe lanciare un nome nuovo, vincere a mani basse, attendere il giro di boa (far cadere amministrazione) e poi ripresentare il “fuoriclasse” per il mandato Tris alla tornata successiva. Vincendo. Una sorta di staffetta programmata che renderebbe l’opposizione una semplice comparsa.

Il centrodestra a Cassino  stando alle dichiarazioni di Leone sembra vittima di una sindrome di Stoccolma verso la sconfitta. Finché il “Leone” continuerà a combattere battaglie giuste sul territorio ( Terelle) per lui applausi, ma se continua a scegliere generali perdenti per la guerra elettorale, il finale rimarrà scritto.

A tre anni dal voto, il campo è già segnato. A meno che qualcuno, nel centrodestra, non decida che è ora di smettere di belare e di iniziare finalmente a cambiare lo spartito.  Se non altro per rendere la competizione elettoriale avvincente. Ma, ad oggi, il silenzio dei contenuti politici del centrodestra fa più rumore del ruggito di Terelle.

In tutto questo, il centrosinistra osserva lo spettacolo e le dichiarazioni degli avversari dalle poltrone del Comune con il distacco di chi ha già vinto la lotteria senza nemmeno aver comprato il biglietto. E come dare loro torto? L’attuale amministrazione sta operando con una tale, millimetrica precisione che ormai non si parla più di politica, ma di “eccellenza amministrativa per mancanza di prove” (degli altri).

Mentre il “Leone” si perde nei meandri di Terelle e il centrodestra si rifugia nell’usato sicuro (e perdente), la giunta Salera può permettersi il lusso di governare con la serenità di chi sa che l’unico vero ostacolo tra sé e la riconferma è, al massimo, un refuso su un comunicato stampa.

Costruzioni Laziali

Il centrosinistra ha trasformato la macchina comunale in un meccanismo così oliato che potrebbe funzionare anche col pilota automatico: strade, progetti, decisioni… tutto scorre con una fluidità tale da far sembrare la politica locale una noiosa partita a scacchi dove una parte ha tutti i pezzi e l’altra sta ancora cercando di capire come si muove il cavallo.

Il verdetto è servito: grazie a questa opposizione “ruggente” ma distratta, l’amministrazione di centrosinistra non deve nemmeno più sforzarsi di essere eccellente. Le basta semplicemente esistere per risultare imbattibile. Cari cittadini, mettetevi comodi: con tre anni di anticipo, il finale di questo film è già nei titoli di coda. E il regista, manco a dirlo, indossa la sciarpa del centrosinistra. 

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