Incendio Re.Mat., l’ex sindaco Lavalle rompe il silenzio: “Siamo scossi e preoccupati. Nasce un comitato civico per pretendere chiarezza”

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San Giorgio a Liri – Il devastante incendio che ha colpito l’impianto della Re.Mat. ha lasciato una ferita profonda a San Giorgio a Liri, sollevando un’ondata di forte apprensione tra i residenti. A farsi interprete di questo diffuso sentimento di angoscia, ma anche della necessità di risposte concrete, è l’ex sindaco Francesco Lavalle, che ha rilasciato dure e accorate dichiarazioni sulla situazione emergenziale che il territorio sta vivendo.

“C’è paura per la salute, serve un filo diretto con i cittadini”

“Siamo tutti profondamente scossi”, esordisce Lavalle, fotografando lo stato d’animo della comunità. “Dopo l’incendio che ha devastato l’impianto della Re.Mat., credo che il sentimento che accomuna ognuno di noi sia la preoccupazione. Preoccupazione per la nostra salute, per l’aria che stiamo respirando da ieri e che respireremo per chissà ancora quanti giorni. Preoccupazione per la sicurezza del nostro paese e del territorio circostante, colpito di nuovo a distanza di poco tempo”.

L’ex primo cittadino accende poi i riflettori su un elemento di criticità istituzionale: l’attuale assenza di una guida politica al Comune, momentaneamente commissariato. Una condizione che, secondo Lavalle, rischia di amplificare il senso di smarrimento della popolazione. “In questo momento il nostro Comune è commissariato e sentiamo una mancanza di risposte immediate e chiare. Credo, invece, che di fronte a un’emergenza simile ci sia un estremo bisogno di concretezza, chiarezza e competenza. Non possiamo restare a guardare”.


Da qui la richiesta perentoria di trasparenza, mossa prima di tutto come privato cittadino: “Sento il bisogno di un filo diretto tra chi vive a San Giorgio a Liri e le autorità competenti. Già da subito richiederò accesso agli atti e i rapporti tecnici dell’ARPA Lazio relativi a quanto accaduto, per fare chiarezza e restituirli in modo semplice e trasparente a chi si interroga sul da farsi e si chiede dove porterà questo disastro. Ogni cittadino ha il diritto di sapere esattamente cosa è successo e quali sono i rischi reali”.

Dalle parole si passa però immediatamente ai fatti. Lavalle ha infatti annunciato la nascita di una struttura civica per canalizzare l’impegno dei residenti e non lasciare che l’attenzione sul disastro ambientale svanisca con lo spegnimento delle fiamme.

“Insieme ad altri concittadini abbiamo deciso di mobilitarci attraverso un comitato civico. Invito quanti sono interessati ad aderire”.

La neonata organizzazione ha già ben chiara la prima mossa da compiere sulla scacchiera istituzionale: “La prima azione che faremo sarà sollecitare il Commissario affinché venga istituito un tavolo tecnico-cittadino permanente sulla sicurezza industriale e ambientale”.

Un’iniziativa che si pone in perfetta continuità con l’azione amministrativa interrotta: “Come avevamo già cominciato a fare nei mesi addietro, proseguiremo nell’impegno per la tutela del paese. La questione è chiara: dobbiamo smettere di rincorrere l’emergenza e iniziare a pianificare con la dovuta attenzione la sicurezza di questo territorio. In ballo c’è qualcosa di estremamente importante: la nostra salute”.

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