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Gli ultimi rilevamenti ufficiali di ARPA Lazio evidenziano un netto crollo dei contaminanti nell’aria dopo i picchi registrati a metà settimana.
San Giorgio a Liri – Arrivano finalmente notizie rassicuranti dal fronte ambientale della Valle del Liri. A cinque giorni dal drammatico incendio che lo scorso 12 luglio ha colpito lo stabilimento della REMAT Italia nella zona industriale di San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, i dati ufficiali sul monitoraggio dell’aria pubblicati da ARPA Lazio mostrano una decisa e incoraggiante inversione di tendenza. I livelli di sostanze tossiche disperse nell’atmosfera, che avevano destato forte preoccupazione nei giorni immediatamente successivi al rogo, sono crollati verticalmente, rientrando ampiamente nei parametri di sicurezza biologica.

L’intervento tempestivo dei tecnici dell’Arpa, che hanno prontamente installato un campionatore ad alto volume nei pressi dell’area colpita per rilevare l’eventuale presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), PCB e diossine, ha permesso di seguire ora dopo ora l’evoluzione della nube tossica. Come evidenziato dalla relazione tecnica diffusa oggi, la situazione ha vissuto una fase critica tra il 13 e il 15 luglio, per poi registrare un drastico miglioramento nell’ultimo campionamento disponibile.

Analizzando nel dettaglio la serie storica dei dati, il livello di diossine (espresso in TEQ pg/m³), che era partito da un valore di 0,75 nel primo giorno post-incendio ed era salito progressivamente fino a toccare il picco di 2,0 pg/m³ tra il 14 e il 15 luglio, ha subito un vero e proprio crollo verticale nelle 24 ore successive. Nell’ultimo campione analizzato, relativo al periodo tra il 15 e il 16 luglio, la concentrazione è scesa a soli 0,13 pg/m³. Si tratta di un valore significativamente inferiore alla soglia di 0,3 pg/m³, indicata dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come marcatore di una sorgente di emissione locale attiva.

Un trend del tutto analogo è stato riscontrato per i policlorobifenili (PCB), i cui valori avevano raggiunto un picco preoccupante di 246 pg/m³ tra il 13 e il 14 luglio, per poi calare progressivamente a 89 e infine assestarsi a 72 pg/m³ nell’ultimo rilevamento. Anche il Benzo(a)pirene, unico composto degli Idrocarburi Policiclici Aromatici normato dal d.lgs. n.155/2010 con un limite medio annuo di 1 ng/m³, si è stabilizzato su livelli minimi, inferiori a 0,1 ng/m³.
La progressiva estinzione dei focolai e l’azione di dispersione atmosferica hanno quindi ridotto drasticamente la presenza di inquinanti nell’aria di San Giorgio a Liri. Sebbene l’allarme acuto possa dirsi rientrato alla luce di questo crollo dei valori, l’attenzione delle autorità sanitarie e degli enti locali resta vigile per valutare le ricadute sul suolo e monitorare l’evoluzione della situazione nelle aree limitrofe, garantendo la massima trasparenza e sicurezza per la popolazione locale.






