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San Giorgio a Liri – A poche settimane dal grave incendio che lo scorso 12 luglio ha devastato lo stabilimento REMAT, la gestione della crisi ambientali e il futuro della struttura continuano a rimanere al centro del dibattito pubblico e politico a San Giorgio a Liri. Attraverso una nota dettagliata, l’ex sindaco Francesco Lavalle, a nome del Comitato Civico “San Giorgio Prima di Tutto”, ha reso noti i punti chiave emersi dall’analisi della documentazione ufficiale disponibile, tracciando la linea per le prossime mosse a tutela della comunità.

Dagli atti ufficiali finora prodotti risulta formale la decisione della Regione Lazio di sospendere l’autorizzazione dell’impianto. Un provvedimento necessario, dettato dalla gravità del rogo, che tiene il sito attualmente fermo e che subordina qualsiasi eventuale ripartenza al completamento degli accertamenti tecnici, ambientali e giudiziari.
Il Comitato punta però il dito sul perimetro delle verifiche. Se da un lato gli enti preposti hanno sollecitato un monitoraggio esteso guidato da ARPA Lazio, dall’altro il piano di indagini presentato dalla società concentrerebbe al momento i punti di campionamento quasi esclusivamente all’interno dello stabilimento.

«Nei giorni successivi all’incendio la nube di fumo ha avvolto vaste aree del paese, raggiungendo abitazioni, terreni agricoli e attività commerciali. Esistono foto e video dei cittadini che lo provano. È doveroso che il piano di monitoraggio venga integrato e garantisca controlli reali su tutto il territorio potenziale sede di ricaduta degli inquinanti» — dichiara Francesco Lavalle, Comitato Civico “San Giorgio Prima di Tutto”.
Per evitare diagnosi parziali e offrire dati certi e scientifici alla popolazione, il Comitato non si è limitato a formulare rilievi istituzionali. Insieme a un gruppo di residenti, l’organizzazione ha promosso e sostenuto economicamente analisi ambientali indipendenti, i cui esiti saranno resi noti non appena disponibili.

L’auspicio espresso da Lavalle è che tutti gli esami confermino l’assenza di rischi immediati per la salute pubblica, la notizia che l’intera comunità attende dopo giorni trascorsi tra ordinanze sindacali, divieti e apprensione.
Oltre la prima fase emergenziale, resta per il Comitato un nodo politico e strategico non più rinviabile. La vicinanza dello stabilimento alle abitazioni e al tessuto agricolo locale rappresenta un fattore di rischio ritenuto ormai incompatibile con il territorio.

Al termine di tutti gli accertamenti formali, “San Giorgio Prima di Tutto” presenterà alle istituzioni competenti la richiesta di revoca definitiva dei permessi d’esercizio per la REMAT.
«Non si tratta di una battaglia ideologica contro un’azienda o contro i posti di lavoro – conclude la nota di Lavalle –, ma di un atto di responsabilità verso la nostra comunità. La salute pubblica, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dell’agricoltura devono venire prima di ogni altro interesse. San Giorgio a Liri non può permettersi di rivivere un altro 12 luglio».






