L’Eredità di Altiero Spinelli: per ora l’Europa quasi Federalista.

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Domenico Panetta
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L’Eredità di Altiero Spinelli: Il Sogno Federale che Plasmò l’Europa Unita

Altiero Spinelli, padre fondatore dell’Unione Europea, non è solo una figura storica, ma un faro il cui pensiero federalista continua a illuminare il cammino dell’integrazione europea. Dalle condizioni estreme del confino fascista all’isola di Ventotene, il suo concetto di un’Europa unita e democratica è emerso come un progetto politico radicale e lungimirante, rivelandosi un pilastro fondamentale per l’attuale struttura dell’UE.

L’essenza del pensiero di Spinelli è racchiusa nel “Manifesto Per un’Europa libera e unita” del 1941, redatto insieme a Ernesto Rossi.  Scritto in un’Europa dilaniata dal nazionalismo e dalla guerra, il Manifesto poneva una diagnosi impietosa: la causa dei conflitti risiedeva nell’assoluta sovranità nazionale.

La soluzione proposta era una rottura totale con il passato: l’istituzione di una Federazione Europea. Questa doveva essere dotata di:

Un Governo Europeo democratico con poteri reali su questioni cruciali come la politica estera e la difesa.

Un Esercito Unico Europeo, per smantellare i nazionalismi militari e assicurare la pace.

L’eliminazione delle barriere economiche e la garanzia dei diritti civili.

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Per Spinelli, l’unificazione europea non era un obiettivo di cooperazione tra Stati sovrani (confederalismo), ma un’azione politica prioritaria, una vera e propria rivoluzione culturale e politica da realizzare immediatamente dopo la caduta dei regimi totalitari.

Dopo la guerra, Spinelli dedicò la sua vita alla causa europea. Fondatore del Movimento Federalista Europeo (MFE), cercò incessantemente di trasformare l’ideale in realtà politica.La sua battaglia per un’Europa con un’anima democratica lo portò a ricoprire ruoli chiave:

Commissario Europeo (1970-1976): Iniziò a lavorare all’interno delle istituzioni, pur criticando il funzionalismo (integrazione graduale per settori) che, a suo avviso, non affrontava il nodo cruciale della sovranità.

Costruzioni Laziali

Deputato al Parlamento Europeo (1979-1986): Eletto nelle prime elezioni a suffragio universale diretto, fece del Parlamento il centro propulsore della sua visione.

L’apice della sua azione fu la creazione del “Club del Coccodrillo” e la successiva promozione del Progetto di Trattato istitutivo dell’Unione Europea (il cosiddetto “Piano Spinelli”), adottato dal Parlamento Europeo nel 1984. Questo progetto anticipava molti elementi dell’attuale Unione, sostenendo una comunità più democratica e federale, con maggiori poteri per l’istituzione più vicina ai cittadini: il Parlamento. Sebbene il Piano Spinelli non sia stato immediatamente ratificato, ha esercitato un’influenza fondamentale sull’Atto Unico Europeo (1987) e sui successivi Trattati che hanno portato all’attuale Unione Europea.

Oggi, di fronte a crisi come la Brexit, la pandemia o le sfide geopolitiche, l’urgenza federalista di Spinelli torna prepotentemente attuale. La sua distinzione tra partiti progressisti (favorevoli all’integrazione federale) e partiti conservatori (legati alla sovranità nazionale) delinea ancora oggi le principali linee di scontro politico europeo.

La sua critica all’Europa dei “governi” e la sua costante richiesta di maggiore democratizzazione delle istituzioni, in particolare attraverso il rafforzamento del Parlamento Europeo, rimangono un monito e un obiettivo da perseguire.

L’eredità di Altiero Spinelli è un richiamo costante: l’Europa non può limitarsi a essere un mercato comune o una confederazione di interessi nazionali. Solo attraverso un passo deciso verso una vera Unione Federale, capace di superare definitivamente i nazionalismi e di agire con una sola voce sulla scena mondiale, l’ideale di pace, libertà e prosperità, espresso per la prima volta sull’isola di Ventotene, potrà considerarsi compiuto.

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