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Roma – Nonostante un quadro macroeconomico caratterizzato da una crescita moderata del PIL italiano (+0,5% in volume nel 2025) e da persistenti tensioni geopolitiche ed energetiche, il credito specializzato continua a dimostrarsi un pilastro fondamentale a sostegno di famiglie e imprese.
È quanto emerge dalla 19ª edizione dell’analisi annuale stilata congiuntamente da Assifact, Assilea e Assofin, le associazioni di categoria che rappresentano gli operatori bancari e finanziari attivi nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo.

I dati dell’intero anno 2025 mostrano un’accelerazione significativa: la nuova produzione complessiva è cresciuta del +6% su base annua, raggiungendo la quota di 422,5 miliardi di euro. Un ammontare imponente, che rappresenta ben il 18,7% del PIL nazionale (in aumento rispetto al 18,6% del 2024).
I flussi erogati hanno svolto un ruolo di primo piano nell’economia reale, arrivando a finanziare il 7,3% degli investimenti totali delle imprese (rispetto al 6,9% dell’anno precedente) e il 7,5% della spesa delle famiglie (contro il 7,0% del 2024).

Nel dettaglio dell’anno 2025, il credito alle famiglie ha registrato una forte espansione pari al +13%, spinto da una vivace dinamica dei mutui per l’acquisto della casa (+24,4%) e dal credito al consumo (+6,8%). Il comparto del leasing ha segnato un incremento del +5,8%, sostenuto dagli investimenti produttivi delle aziende, mentre il factoring è cresciuto del +3,8%, confermandosi uno strumento chiave per la gestione del capitale circolante e la liquidità delle filiere. A fine 2025, lo stock di crediti in essere (outstanding) ha toccato i 561,2 miliardi di euro (+1,4%), arrivando a rappresentare il 30,7% del totale degli impieghi del sistema bancario e finanziario italiano.

Il trend positivo si conferma anche nel primo quadrimestre del 2026, sebbene a ritmi più contenuti tenuto conto della prudenza nelle politiche di offerta e delle incertezze globali. Tra gennaio e aprile 2026, la nuova produzione ha registrato un ulteriore aumento del +2,5%.
Nello specifico dei primi quattro mesi del 2026, il credito al consumo continua a spingere con un brillante +4,8%, in linea con l’andamento degli acquisti di beni durevoli. Allo stesso tempo, il leasing si mantiene solido con un aumento del +4,2% e il factoring segna un incremento del turnover del +2,5%. I mutui immobiliari registrano una lieve flessione complessiva (–2,7%), condizionata unicamente dal crollo delle surroghe, a fronte di una tenuta positiva delle erogazioni per l’acquisto della prima casa.

Dall’analisi emerge chiaramente la centralità degli operatori specializzati (intermediari ex art. 106 TUB, banche specializzate e altri intermediari), capaci di veicolare il 62,8% della nuova produzione nel 2025, a fronte del 37,2% erogato dalle banche generaliste. Queste ultime, d’altro canto, detengono la quota maggioritaria dello stock in essere (64,6%).
I risultati confermano dunque l’efficacia del credito specializzato come motore per la liquidità delle imprese, gli investimenti industriali e il potere d’acquisto dei consumatori italiani.






