MALTEMPO, BONAFONI: NISCEMI EMERGENZA APERTA, SERVONO RISORSE STRAORDINARIE

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Domenico Panetta
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L’esponente del PD attacca: “Oltre 1.500 evacuati e case in bilico. Stanziamenti insufficienti, no a nuovi condoni in aree a rischio”.

NISCEMI – Non si arresta l’allarme fango a Niscemi. La frana che ha colpito il territorio continua a muoversi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e incertezza. A lanciare un nuovo, accorato appello alle istituzioni è Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo settore e associazionismo, che definisce la situazione una “ferita aperta”.

Il fronte franoso, che si estende per diversi chilometri, tiene ancora oggi centinaia di abitazioni in bilico. Il bilancio sociale è drammatico: oltre 1.500 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. “Non si tratta di una crisi superata”, spiega Bonafoni, sottolineando come l’emergenza richieda risposte che vadano oltre la gestione immediata del post-evento.

Secondo la coordinatrice dem, i fondi messi a disposizione finora dal Governo centrale non sono minimamente proporzionati alla reale entità del danno.

Le risorse stanziate dallo Stato non sono adeguate alla portata dei bisogni reali. Serve un impegno finanziario molto più consistente e immediatamente spendibile per monitoraggi specialistici, opere di consolidamento e sostegno alle famiglie colpite.

Nel corso del suo intervento, Bonafoni ha toccato anche il tema della pianificazione urbanistica, ponendosi fermamente contro ogni ipotesi di sanatoria edilizia. Riaprire la strada ai condoni, secondo l’esponente PD, significherebbe condannare il territorio a nuovi disastri: “Favorire nuove costruzioni su aree a rischio franoso aumenterebbe il pericolo per le persone e comprometterebbe ogni tentativo serio di prevenzione”.

“La politica non può limitarsi ad annunci e visite istituzionali in elicottero: questa frana sta stravolgendo vite e paesaggio. È il momento di intervenire con fondi straordinari e un piano di lungo periodo per la sicurezza del territorio”, ha concluso Bonafoni.

Mentre la terra continua a scivolare, Niscemi resta in attesa di quel “piano di sicurezza” che potrebbe fare la differenza tra la ricostruzione e l’abbandono definitivo.

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