Manifesti abusivi e anonimi: l’Amministrazione Salera respinge le difese della minoranza e richiama alla responsabilità morale

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Domenico Panetta
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CASSINO – Non si placa la polemica politica a Cassino dopo l’affissione notturna di manifesti anonimi presso la scuola “Pio Di Meo”. L’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Salera interviene con fermezza per replicare alla nota diffusa dai consiglieri di opposizione Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli.

Mentre la minoranza tenta di derubricare l’accaduto a una semplice irregolarità amministrativa, offrendosi persino di pagare le eventuali sanzioni, il Comune sposta il piano del confronto sulla legalità e sull’etica pubblica. Secondo l’amministrazione, il gesto non rappresenta solo una violazione delle norme sulle affissioni, ma un atto “subdolo” che offende le istituzioni e la comunità scolastica, nascondendosi dietro l’anonimato in un momento storico in cui la libertà di critica è garantita a chiunque abbia il coraggio di metterci la faccia.

Di seguito la risposta integrale dell’amministrazione Salera 

“Alla stregua di giuristi di chiara fama, i consiglieri Sabastianelli, Evangelista ed Incagnoli, non l’hanno proprio presa in considerazione l’eventuale esistenza di passaggi diffamatori dagli aspetti penali; si sono invece premurati di derubricare a cosa quasi di alcun conto la qualificante (?) affissione abusiva notturna di manifesti agli ingressi della “Pio Di Meo”. “Chi affigge volantini (derubricati in volantini pure i manifesti! ndr) può incorrere al massimo in una sanzione pecuniaria e non in denunce penali”, hanno scritto riferendosi all’assai noto art. 663 del codice penale che configura come illecito amministrativo punibile con sanzione pecuniaria, generalmente da 51 a 309 euro, l’apposizione di manifesti, volantini su luoghi pubblici o privati senza autorizzazione.

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Ma non si fermano qui. Vanno oltre perché, senza imbarazzo, si premurano di far sapere che pagheranno di tasca propria la sanzione “qualora le persone vengano identificate”. Parlano di “persone” ma le telecamere hanno immortalato solo un individuo. Se non ne spunteranno altri, andrà loro bene, perché la commovente “generosità” sbandierata non alleggerirà di molto le loro tasche dovendo, infatti, coprire l’importo di una sola sanzione.

Ma qui, venendo alla sostanza, c’è da rilevare che con il considerare quasi quasi un martire dell’amministrazione comunale il già individuato imbrattatore, i tre consiglieri ci vogliono portare fuori strada.

Il problema di quell’affissione davanti agli ingressi di una scuola, con il messaggio dai discutibili fini educativi che avrebbe trasmesso ai bambini, prima ancora che questione giuridica e politica, è questione anzitutto di natura morale. Ma è dignitoso manifestare la propria indignazione (ammesso che solo di questo si tratti) in quel modo subdolo, coprendosi dietro l’anonimato, operando nottetempo come un qualsiasi ladro di polli? Ancor più in un paese dove chiunque può protestare, manifestare, criticare nel modo anche più aspro tutto ciò che ritiene. Basterebbe farlo però rispettando civilmente la legge. Peraltro senza dover contare sull’ausilio di difensori di cause perse.” 

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