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Caivano – È con crescente preoccupazione che registriamo l’ennesimo atto intimidatorio contro don Maurizio Patriciello, il coraggioso parroco di Caivano. Già da anni in prima linea nella denuncia dei clan camorristici, il suo impegno rappresenta un faro di speranza in un contesto segnato dalla paura e dall’illegalità. La sua voce risuona forte nel combattere la criminalità e nel sostenere le vittime che, ogni giorno, affrontano il peso di un sistema che sembra piegarsi sotto il gioco della malavita.

Durante la messa di domenica 28 settembre, un’azione audace ha interrotto la sacralità del momento. Un uomo, mescolandosi tra i fedeli in fila per ricevere la Comunione, ha avuto l’ardire di avvicinarsi a don Maurizio e consegnargli un fazzoletto contenente una proiettile calibro 9×21. Un gesto carico di intimidazione, evidenziato dalla recente “stesa” che ha insanguinato il quartiere. Questo non è solo un attacco a un sacerdote; è un attacco diretto alla comunità intera, alla dignità e al diritto di vivere in pace.

La scelta di utilizzare la messa, quel momento di trascendenza e comunità, come palcoscenico di una minaccia, sottolinea la gravità della situazione. È un chiaro segno della sfida lanciata dalla camorra a chi, come don Maurizio, si oppone coraggiosamente ai loro disegni malefici. Ma la risposta della città, dello Stato, deve essere ferma e coerente: non possiamo permettere che la paura prevalga sulla speranza.
Don Maurizio, simbolo di resistenza e giustizia, merita il nostro sostegno. La sua lotta è la nostra lotta; difendere lui significa difendere tutti noi. È tempo di alzare la voce e ribadire con forza che non siamo disposti a cedere al ricatto della violenza. A Don Maurizio va tutta la solidarietà della nostra redazione pronta a combattere la camorra al suo fianco.







