Odissea all’aeroporto di Manchester: non vedente e cane guida bloccati per ore. Negato l’imbarco per l’Italia

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Domenico Panetta
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Una contestazione burocratica errata si trasforma in un incubo per un passeggero italiano e il suo cane d’assistenza. Decisivo l’intervento del Consolato e dell’associazione A.I.C.A.S. Aperta un’indagine interna.

Manchester – Doveva essere un tranquillo viaggio di piacere nel Regno Unito, ma si è trasformato in un incubo burocratico e umano fatto di isolamento, disinformazione e diritti calpestati. È la pesante vicenda che ha visto coinvolti il 27 maggio scorso Gabriele Mattacchione, cittadino italiano non vedente, e il suo fedele cane guida Spyke, trattenuti per ore all’aeroporto di Manchester e privati del diritto di imbarcarsi sul volo che li avrebbe dovuti riportare a casa.

La partenza da Roma, avvenuta il 20 maggio, non aveva lasciato presagire nulla di simile. Tutte le severe procedure sanitarie e documentali previste per l’ingresso dei cani nel Regno Unito erano state regolarmente espletate in Italia sotto l’attento controllo veterinario, e l’andata si era svolta senza alcun intoppo. I problemi sono iniziati una settimana dopo, proprio in vista del rientro. Presentatosi con largo anticipo e affidatosi al servizio di assistenza dedicato ai passeggeri con disabilità, il signor Mattacchione è stato improvvisamente bloccato dagli addetti aeroportuali britannici. Il personale ha contestato la validità della profilassi antiparassitaria del cane guida, muovendo un’obiezione che l’A.I.C.A.S. (Associazione Italiana Cani d’Assistenza e di Servizio) ha definito priva di ogni titolo e in totale violazione delle procedure. La normativa europea, regolamentata dal Regolamento UE 576/2013, non prevede infatti questo specifico trattamento per l’ingresso degli animali in Italia.

Da quel momento, la gestione del passeggero e del suo cane è degenerata. I due sono stati isolati per ore in una stanza, lasciati completamente senza informazioni, senza supporto e persino senza un approvvigionamento di acqua. La gravità della situazione è emersa in tutta la sua interezza solo grazie a una fortuita coincidenza. Una passeggera italiana, che aveva conosciuto l’uomo durante il volo d’andata e viaggiava sullo stesso aereo di ritorno, si è accorta dell’assenza di Gabriele al gate d’imbarco ormai pronto a chiudere, riuscendo tempestivamente ad avvisarlo di quanto stava accadendo. Senza questo intervento fortuito, l’uomo sarebbe rimasto confinato nella stanza senza sapere che l’aereo stava partendo senza di lui.

Solo in serata, dopo essere stato ritrovato disorientato e in forte stress emotivo dal personale del cambio turno – che era completamente ignaro di quanto accaduto nelle ore precedenti – il signor Mattacchione è riuscito a contattare alcuni amici residenti nel Regno Unito per farsi raggiungere e accompagnare in un albergo, allertando contestualmente l’A.I.C.A.S., di cui è socio.

L’allarme ha attivato immediatamente una complessa macchina diplomatica e associativa. L’A.I.C.A.S. ha preso in carico il caso fornendo assistenza costante e pressando quotidianamente sia la compagnia aerea che i servizi aeroportuali. Parallelamente, il Console Italiano a Manchester, contattato d’urgenza, si è attivato di persona nonostante l’ora tarda, dimostrando una grandissima prontezza istituzionale per sbrogliare la matassa burocratica. Questa forte sinergia congiunta ha permesso infine di superare gli ostacoli normativi artificialmente creati dallo scalo, garantendo il rientro di Gabriele e del cane Spyke in Italia nella giornata di domenica 31 maggio, dopo quattro giorni di blocco forzato.

La vicenda non si chiude però con il rientro a casa. Il Consolato Italiano ha già segnalato formalmente l’accaduto alle autorità aeroportuali di Manchester, che hanno assicurato l’apertura di un’indagine interna per accertare le precise responsabilità del personale coinvolto. Nel frattempo, l’A.I.C.A.S. ha fatto sapere di aver già avviato le procedure per presentare denunce a livello internazionale per le gravi violazioni riscontrate. L’obiettivo dell’ente è fare totale chiarezza sulle criticità operative dello scalo britannico, affinché simili episodi non tornino mai più a ledere l’autonomia, la dignità e i diritti fondamentali delle persone con disabilità e dei loro cani d’assistenza.

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