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“Signore e signori, è successo. Ieri sera, dalla sede della Federazione provinciale del Pd, è levata la fumata bianca. O forse era solo il vapore di un caffè preso nervosamente per digerire l’ennesimo boccone amaro?

L’accordo è siglato, la lista è unitaria, la pace è fatta. Attorno al tavolo i soliti noti: Francesco De Angelis, Sara Battisti, Achille Migliorelli e Luca Fantini. Sorrisi d’ordinanza, strette di mano da manuale e quella sensazione di ‘volemose bene’ che fa sempre così… Prima Repubblica.
Ma si sa, quando a Frosinone si brinda, a Cassino qualcuno si strozza con l’antipasto. E infatti, dalla ‘Città Martire’, il sindaco Enzo Salera e i suoi non hanno mandato fiori. Anzi, hanno mandato fulmini. Dicono che questo accordo abbia il sapore del compromesso al vertice. E intendiamoci, il ‘compromesso’ in politica è come il sale nell’acqua della pasta, ma qui sembra che abbiano rovesciato l’intera saliera.

L’operazione è magistrale: Migliorelli corre come segretario, Fantini si fa da parte ma resta a fare il ‘regista’ della lista. Un gioco d’incastri che farebbe invidia a un architetto di Lego. Ma il vero capolavoro, il tocco di classe che trasforma la politica in un numero di magia, è il ruolo di Luca Di Stefano.
Dicono sia stato lui l’elemento di ‘mediazione silenziosa’. Silenziosissima. Talmente silenziosa che quasi ci si dimentica di un piccolo, minuscolo, trascurabile dettaglio tecnico: Di Stefano non è nemmeno iscritto al Partito Democratico!

Ed è qui che la satira scrive se stessa. Siamo all’avanguardia: il PD di Frosinone ha inventato il ‘Congresso Open Source’. È come se io andassi a decidere il menu del matrimonio del mio vicino di casa senza essere invitato, e lui mi lasciasse pure scegliere il vino.

I militanti e i dirigenti cassinati si chiedono: ‘Come è possibile che le sorti della nostra comunità siano decise da chi sta fuori dalla porta?’. Una domanda lecita, quasi ingenua. Cari amici di Cassino, non avete capito la nuova linea: nel PD ciociaro l’importante non è avere la tessera in tasca, ma avere il numero giusto in rubrica.
L’accordo è fatto, la pace è siglata. Ma se questa è l’unità, non osiamo immaginare come sarebbe stata la guerra. Buona fortuna a Migliorelli: guidare un partito è difficile, farlo con i suggeritori esterni che non pagano nemmeno la quota associativa… beh, quello è un talento che hanno solo qui.”






