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Nominato Ambasciatore della Scuola “Generale Sulik”, l’imprenditore cassinate continua a tessere i fili della storia comune tra i due popoli.
Il gelo pungente e il candore della neve di Białystok hanno fatto da cornice a un momento di straordinaria intensità emotiva e diplomatica. Pino Valente, figura di riferimento per la memoria storica di Cassino, è stato ufficialmente nominato Ambasciatore della Scuola intitolata al Generale Nikodem Sulik a Dąbrowa Białostocka.
Questo riconoscimento non è solo un titolo onorifico, ma il suggello di un legame indissolubile che unisce le pendici di Montecassino alle pianure polacche, nel segno di un sacrificio comune che risale al 1944.
La storia di Pino Valente, proprietario dell’Hotel La Pace Experience e presidente dell’associazione Cassino MIA 1944, nasce tra le mura della sua attività. “Tutto è iniziato dalle domande dei miei ospiti”, racconta. Famiglie polacche, nipoti di reduci, che cercavano tracce dei loro cari tra le rocce della Linea Gustav.
Spinto dal desiderio di dare risposte concrete, Valente ha trasformato la sua curiosità in una missione: ha studiato mappe, ha riaperto sentieri soffocati dalla vegetazione e ha riportato alla luce i percorsi calpestati dai soldati del II Corpo d’Armata del Generale Anders.

La nomina è avvenuta il 14 gennaio, durante il “Giorno del Patrono” della scuola polacca. Alla cerimonia hanno partecipato figure di rilievo come il regista Tomasz Łysiak, che ha presentato il documentario “Szlak nadziei. Bitwa o Monte Cassino” (Il Sentiero della Speranza), e i rappresentanti della Fundacja Monte Cassino 1944.
Questo titolo si aggiunge a una serie di prestigiosi riconoscimenti ottenuti da Valente nell’ultimo anno, tra cui:
• La medaglia “Cuore della Terra” (Białystok).
• Il premio “La Porta della Libertà” (Gdańsk), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Polonia.
“Non sono trofei da mettere su uno scaffale,” sottolinea il giornalista Adam Jakuć, “ma segni di una narrazione umana e tenace che impedisce alla storia di svanire.”

Esiste una sincronia quasi magica tra Italia e Polonia, citata spesso durante l’evento: la presenza reciproca dei due paesi nei rispettivi inni nazionali. Come se un antico appunto a margine della storia avesse predetto che questi due popoli si sarebbero incontrati ancora. L’ospitalità, la tavola e il culto della memoria sono i pilastri su cui Pino Valente ha costruito il suo operato. Oggi, grazie al suo impegno, il sacrificio del Generale Sulik e dei suoi uomini continua a vivere non solo nei libri di storia, ma nei passi dei pellegrini che ogni anno tornano a Cassino per onorare i propri antenati.







