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Il 14 marzo 2026 il Novotel ospita un workshop ECM di alto profilo dedicato ai disordini della coscienza, tra diagnosi complesse, casi clinici reali e nuove prospettive terapeutiche
Neurologi, clinici e medici di medicina generale a confronto su uno dei territori più enigmatici e decisivi della pratica medica contemporanea.

La coscienza è il filo sottile che tiene insieme identità, percezione e vita relazionale. Quando quel filo si assottiglia, si incrina o si spezza, la medicina è chiamata a muoversi con lucidità, rapidità e competenza. È proprio da questa frontiera fragile e affascinante che prende le mosse il workshop «Disordini della coscienza: diagnosi e gestione nei principali contesti clinici», in programma il 14 marzo 2026 al Novotel di Caserta Sud, destinato a diventare un punto di riferimento per il confronto scientifico sul tema.

Non un semplice convegno, ma un vero laboratorio di idee, esperienze e strategie cliniche, accreditato dal Ministero della Salute nel programma nazionale ECM, pensato per offrire strumenti aggiornati a chi, quotidianamente, si confronta con alterazioni dello stato di coscienza in ambito territoriale, emergenziale e specialistico. La giornata si aprirà alle 8:30 con l’accoglienza dei partecipanti, preludio a un percorso denso di contenuti e riflessioni ad alta intensità scientifica.

Alle 8:45, l’introduzione affidata alla dottoressa Stefania Miniello e al dottor Lupo Giacomo Pulcino, responsabili scientifici dell’iniziativa, delineerà l’orizzonte teorico e operativo dell’incontro, sottolineando l’urgenza di un approccio strutturato e multidisciplinare a condizioni cliniche tanto eterogenee quanto decisive per la prognosi dei pazienti.
Il programma entrerà subito nel vivo con una sequenza di relazioni che attraversano alcuni dei nodi più complessi della neurologia clinica. Alle 9:00, il focus sarà sul delirium nelle demenze, analizzato nelle sue difficoltà diagnostiche e nelle ricadute clinico-gestionali dalla dottoressa Anna Sagnelli, cui seguiranno le esperienze di pratica reale presentate dalla dottoressa Loria, a testimonianza di quanto la teoria debba misurarsi con la concretezza del letto del paziente.

Alle 9:30, riflettori puntati sull’aura emicranica, descritta come disturbo focale reversibile dal dottor Lombardi, con il contributo clinico della dottoressa Micera, mentre alle 10:00 si affronterà uno dei capitoli più affascinanti e insidiosi della neurologia: l’epilessia del lobo temporale, tra automatismi, aura psichica e alterazioni della coscienza. A guidare l’analisi sarà il dottor Massarelli, affiancato dalle esperienze “real life” della dottoressa Anna di Nuzzo, professionista casertana che porta nel dibattito competenza scientifica e radicamento territoriale. La mattinata proseguirà alle 10:30 con una disamina della sincope, crocevia diagnostico tra neurologia e cardiologia con il dottor Piccirillo, per poi addentrarsi alle 11:00 nell’ischemia cerebrale transitoria e nei suoi correlati neurovascolari, tema affrontato dal dottor Di Pietro con il ruolo di discussant affidato al dottor Martusciello, in un dialogo clinico che promette di essere serrato e illuminante.

Alle 11:45, spazio alla dimensione teorica e neuroscientifica con la relazione del professor Russo, dedicata alle basi neurali della coscienza e alle loro alterazioni nei disturbi neurologici, un intervento che ambisce a collegare il dato biologico alla manifestazione clinica, restituendo complessità e profondità a uno dei concetti più sfuggenti della medicina.
La giornata troverà sintesi alle 12:45, con una discussione plenaria sui temi affrontati, prima della chiusura dei lavori alle 13:15 e della successiva compilazione del questionario ECM, prevista fino alle 14:00.

Al centro dell’iniziativa resta il ruolo cruciale dei medici di medicina generale, primo snodo del percorso di cura, chiamati a riconoscere precocemente le alterazioni dello stato di coscienza, orientare il triage, avviare un corretto inquadramento diagnostico e impostare le prime decisioni terapeutiche. Un approccio sistematico e aggiornato, capace di ridurre la mortalità, contenere le complicanze e migliorare l’appropriatezza delle cure, tanto nelle emergenze quanto nel follow-up territoriale.
In un tempo in cui la medicina è chiamata a decifrare segnali sempre più sottili, il workshop di Caserta si propone come un presidio di conoscenza e responsabilità, ricordando che comprendere la coscienza significa, in fondo, prendersi cura della parte più profonda e vulnerabile dell’essere umano.






