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L’editoriale del direttore (La voce Scomoda)
Cassino – Nel panorama politico cittadino, il sindaco Enzo Salera è diventato un vero e proprio punto di riferimento, un sindaco che ha saputo conquistare la fiducia di una larghissima parte della popolazione e, sorprendentemente, anche di buona parte della coalizione di centrodestra. La sua capacità di governare con efficacia e di mantenere un consenso trasversale sembra aver superato le aspettative di molti, lasciando di stucco anche gli osservatori più attenti.

Secondo i risultati delle passate elezioni il 63% dei cittadini non ha dubbi sulla bontà dell’operato di Salera. E questa maggioranza silenziosa si riflette anche nel panorama politico: tra le forze del centrodestra, infatti, si registra un atteggiamento di quasi “presa di coscienza” rispetto alla bontà del lavoro svolto dall’attuale amministrazione. Se da un lato ci sono gli applausi, dall’altro si solleva una domanda: perché questa resa silenziosa?
Se analizziamo le dinamiche del prossimo consiglio comunale del 24 luglio 2025, emergono dati interessanti. Su sette mozioni in discussione, cinque sono targate dal duo Sebastianelli – Evangelista, mentre le altre due sono presentate da Noury e Di Mambro con appartenenze la prima a Fratelli d’Italia e l’altra a un civico. La stessa situazione si è riproposta nel consiglio del 26 giugno, lasciando intendere che buona parte della minoranza sembra ormai aver accettato, se non condiviso, il “Salera bis”. Un fatto che può sorprendere, ma anche far riflettere sulla natura di un’opposizione che, forse, si accontenta di un ruolo di semplice commentatrice piuttosto che di autentico antagonista. In effetti l’operato di Salera è indiscutibile. Parlano i fatti.

Il quadro che emerge è quello di un centrodestra che, pur ufficialmente critico, appare spesso in sintonia con l’attuale amministrazione. Forza Italia, Lega e, a fasi alterne, anche Fratelli d’Italia sembrano aver smarrito quella spinta propulsiva che si aspetterebbe da un’opposizione. Si assiste così a una sorta di “opposizione dormiente”, che al massimo si limita a premere tasti favorevoli o contrari, senza spingere mai oltre. Insomma riscaldano il banco.
Eppure, il ruolo di un’opposizione è proprio quello di stimolare, di mettere in discussione, di contribuire al miglioramento della città. Invece, sembra che buona parte della minoranza si limiti a un compito più amministrativo che politico, più di mera ratifica che di proposta. Il risultato è un dibattito spesso impoverito, privo di quella vivacità e quella passione che potrebbero rendere il confronto politico più interessante e produttivo. Merito di Salera che ha azzittito tutti con i fatti. Difficilmente nei prossimi 30 anni Cassino avrà un sindaco come lui.

In un’epoca in cui le sfide sono numerose e complesse, non basta un semplice “no” o un “sì” ai provvedimenti dell’amministrazione. È necessario un dialogo aperto, una critica costruttiva ( se valida) e una capacità di proposta che vadano oltre il ruolo di semplici spettatori. Se la minoranza continuerà a limitarsi a premere un tasto, rischierà di perdere non solo credibilità (persa ormai da tempo), ma anche la possibilità di contribuire realmente allo sviluppo della città.
Concludendo, la situazione attuale invita a una riflessione più profonda: quella di un centrodestra che, pur di fronte a un Salera ormai saldamente al governo, sembra aver smarrito la sua identità di opposizione. Resta da chiedersi se questa scelta sia frutto di strategia o di incapacità, e quali siano le conseguenze di un dibattito politico che si riduce a un monotono scambio di “favorevoli” e “contrari”. Quei pochi sostenitori rimasti del centrodestra sperano che, prima o poi, si risvegli quella parte di centrodestra che ancora crede nel ruolo di una opposizione viva, capace di contribuire a una città migliore. Se non altro per rendere vivo il dibattito politico.

A Salera va il merito di aver appiattito i propri rivali politici e di aver trasformato Cassino in una città moderna e accogliente. La sua visione strategica ha saputo superare le divisioni, consolidando un consenso che ha permesso di implementare opere fondamentali per il rinnovamento urbano. La riqualificazione degli spazi pubblici, l’attenzione al patrimonio artistico e culturale, e l’incentivo all’innovazione tecnologica sono solo alcune delle sue iniziative più significative.







