San Giorgio a Liri alza la voce: a un mese dal rogo REMAT scatta la mobilitazione social per la salute e il territorio

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Domenico Panetta
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San Giorgio a Liri – A trenta giorni esatti dal vasto incendio che lo scorso 12 luglio ha devastato l’impianto di gestione rifiuti REMAT, avvolgendo il paese e i comuni limitrofi in una fitta ed estesa nube di fumo, la comunità di San Giorgio a Liri torna a farsi sentire. Nessuna intenzione di far scivolare nel dimenticatoio una vicenda che ha segnato profondamente il territorio: da oggi prende infatti ufficialmente il via una capillare protesta digitale pensata per mantenere altissima l’attenzione delle istituzioni sulla tutela della salute pubblica e sui destini della struttura.

L’iniziativa, virale fin dalle prime ore, invita la cittadinanza a ricondividere in massa sui principali social network lo scatto simbolo dell’emergenza — lo spaventoso pennacchio di fumo nero che il 12 luglio ha oscurato il cielo — accompagnato da un messaggio univoco: “Incendio REMAT 12/07/2026: San Giorgio a Liri non dimentica! Non abbassiamo la guardia sulla salute pubblica e sul futuro del nostro paese. Uniti per la verità. Fai girare!”. Una piazza virtuale, pacifica ma determinata, nata per trasformare la memoria dell’evento in una richiesta corale di risposte.

Gli organizzatori della mobilitazione tengono a precisare che l’obiettivo non è generare allarmismo, bensì pretendere la massima chiarezza. Sebbene i primi rilevamenti e le analisi effettuate nell’immediato abbiano offerto un quadro iniziale, la popolazione chiede che gli organismi di controllo non fermino i monitoraggi. La richiesta fondamentale riguarda l’esecuzione di nuovi campionamenti ambientali più estesi, capaci di mappare con precisione l’impatto delle emissioni anche nel centro abitato e in quelle zone dove la coltre di fumo si è depositata per ore, soprattutto durante la notte e nei giorni immediatamente successivi all’evento.

Al centro della protesta c’è anche il futuro a lungo termine del sito industriale. Se l’attuale sospensione delle autorizzazioni ha rappresentato un primo passo inevitabile, per i cittadini si tratta di una misura meramente temporanea che non può esaurire la vicenda. L’auspicio e la richiesta formale indirizzata agli enti competenti — al termine degli accertamenti e delle indagini giudiziarie in corso — è di procedere, secondo i termini e le modalità previsti dalla legge, alla revoca definitiva di ogni autorizzazione all’esercizio dell’impianto.

Con questo flash-mob digitale, la comunità di San Giorgio a Liri lancia dunque un segnale chiaro alla politica e agli enti di controllo: il passare delle settimane non attenuerà la richiesta di trasparenza. La priorità assoluta resta la garanzia che simili emergenze non possano mai più ripetersi.

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