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Frosinone– Il contrasto non potrebbe essere più stridente. Mentre la vicina Cassino celebra il rinnovamento dell’edilizia scolastica con strutture moderne e a norma, il capoluogo si ritrova nel bel mezzo di un paradosso burocratico e legale che rischia di lasciare centinaia di studenti senza una classe.

Il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Frosinone ha messo un punto, per ora definitivo, alla strategia difensiva di Palazzo Munari. È stato infatti respinto il ricorso presentato dal sindaco Riccardo Mastrangeli e dalla sua amministrazione contro il pignoramento della Scuola Media “Pietrobono”.
La decisione del magistrato è un colpo durissimo:
• Ordine di sgombero confermato: L’edificio deve essere liberato prima della vendita.
• 500 studenti coinvolti: 21 classi dell’indirizzo musicale dovranno trovare una nuova sistemazione.
• Proprietà privata: Il decreto di acquisizione al patrimonio comunale è stato ritenuto “non opponibile” alla procedura esecutiva; l’immobile, legalmente, appartiene ancora a un privato.

Il destino della storica scuola di via Tagliamento sembra ormai segnato dal calendario giudiziario. L’asta resta fissata per il 18 febbraio 2026. Nonostante i tentativi dell’amministrazione di centrodestra di bloccare l’iter, il giudice non ha ravvisato gli estremi per sospendere l’ordine di sgombero, lasciando le famiglie e il personale scolastico in uno stato di profonda incertezza a poche settimane dalla scadenza.

L’ironia della sorte vuole che, a pochi chilometri di distanza, la città di Cassino stia vivendo una stagione diametralmente opposta. Laddove nella città martire si tagliano nastri per scuole nuove, sicure e all’avanguardia, a Frosinone il nastro è quello del tribunale che cinge un edificio destinato alla vendita forzata.
“È proprio il caso di dire che mentre a Cassino la città si muove, a Frosinone siamo ancora bloccati ai nastri di partenza, col rischio concreto di veder sparire un presidio educativo fondamentale.”

La politica cittadina è in fermento. Con l’asta alle porte, l’amministrazione Mastrangeli dovrà decidere se tentare un ultimo, disperato azzardo legale o se iniziare immediatamente il trasferimento dei 500 ragazzi. Resta il nodo della proprietà: come è stato possibile che un istituto così importante non fosse blindato nel patrimonio pubblico?
Una domanda a cui i genitori degli alunni della “Pietrobono” chiederanno risposta molto presto, probabilmente già nelle piazze.






