Scuole al bivio: Cassino costruisce, Frosinone finisce all’asta

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Domenico Panetta
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Frosinone– Il contrasto non potrebbe essere più stridente. Mentre la vicina Cassino celebra il rinnovamento dell’edilizia scolastica con strutture moderne e a norma, il capoluogo si ritrova nel bel mezzo di un paradosso burocratico e legale che rischia di lasciare centinaia di studenti senza una classe.

siamo in via XX settembre 3- Cassino

Il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Frosinone ha messo un punto, per ora definitivo, alla strategia difensiva di Palazzo Munari. È stato infatti respinto il ricorso presentato dal sindaco Riccardo Mastrangeli e dalla sua amministrazione contro il pignoramento della Scuola Media “Pietrobono”.

La decisione del magistrato è un colpo durissimo:

• Ordine di sgombero confermato: L’edificio deve essere liberato prima della vendita.

• 500 studenti coinvolti: 21 classi dell’indirizzo musicale dovranno trovare una nuova sistemazione.

• Proprietà privata: Il decreto di acquisizione al patrimonio comunale è stato ritenuto “non opponibile” alla procedura esecutiva; l’immobile, legalmente, appartiene ancora a un privato.

Il destino della storica scuola di via Tagliamento sembra ormai segnato dal calendario giudiziario. L’asta resta fissata per il 18 febbraio 2026. Nonostante i tentativi dell’amministrazione di centrodestra di bloccare l’iter, il giudice non ha ravvisato gli estremi per sospendere l’ordine di sgombero, lasciando le famiglie e il personale scolastico in uno stato di profonda incertezza a poche settimane dalla scadenza.

Costruzioni Laziali

L’ironia della sorte vuole che, a pochi chilometri di distanza, la città di Cassino stia vivendo una stagione diametralmente opposta. Laddove nella città martire si tagliano nastri per scuole nuove, sicure e all’avanguardia, a Frosinone il nastro è quello del tribunale che cinge un edificio destinato alla vendita forzata.

“È proprio il caso di dire che mentre a Cassino la città si muove, a Frosinone siamo ancora bloccati ai nastri di partenza, col rischio concreto di veder sparire un presidio educativo fondamentale.”

La politica cittadina è in fermento. Con l’asta alle porte, l’amministrazione Mastrangeli dovrà decidere se tentare un ultimo, disperato azzardo legale o se iniziare immediatamente il trasferimento dei 500 ragazzi. Resta il nodo della proprietà: come è stato possibile che un istituto così importante non fosse blindato nel patrimonio pubblico?

Una domanda a cui i genitori degli alunni della “Pietrobono” chiederanno risposta molto presto, probabilmente già nelle piazze.

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