Sei anni senza Willy Monteiro Duarte: a Cassino la sua memoria vive e diventa futuro con la “Casa di Willy”

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Redazione Dossier Quotidiano
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Cassino – A sei anni esatti dalla tragica notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, quando il ventunenne Willy Monteiro Duarte perse la vita a Colleferro per mano della violenza, il suo nome continua a evocare un profondo dolore, ma anche una potente spinta al riscatto sociale. A Cassino, nel quartiere San Bartolomeo, la “Casa di Willy” è diventata un presidio educativo e un punto di riferimento fondamentale per l’intera comunità. 

Nato come centro di aggregazione per bambini, ragazzi e famiglie, lo spazio non si limita a essere un luogo di ritrovo pomeridiano, ma si configura come un laboratorio permanente di inclusione, prevenzione e cittadinanza attiva. L’obiettivo primario gestito dall’associazione Dike APS è prevenire fenomeni come bullismo, isolamento e devianza giovanile agendo d’anticipo: creando contesti sani d’ascolto e valorizzazione prima ancora che il disagio si trasformi in emergenza. 

Store XX settembre, via XX settembre 3- Cassino

La vera forza della Casa di Willy risiede nella ricca rete sociale e istituzionale che la sostiene. Nel corso dell’ultimo anno, Dike APS ha collaborato a stretto contatto con numerose realtà del territorio – tra cui associazioni locali (ArteFatto, Cassino Adventure, Magikamente, Collettiva), gruppi scout (AGESCI Cassino e Cervaro, CNGEI), il sindacato SILP-CGIL e la Parrocchia di San Bartolomeo con il parroco Padre Aurelio. 

Dalle attività ricreative ai laboratori creativi, passando per la cultura scout e i momenti dedicati alle famiglie, ogni iniziativa punta ad ampliare gli orizzonti educativi dei giovani residenti. 

«Casa di Willy non può essere soltanto un luogo che porta il suo nome», spiega Walter Bianchi, presidente di Dike APS. «Quel nome deve trovare significato in ciò che accade ogni giorno dentro il Centro. L’esperienza di quest’anno ci ha confermato che nessuno può pensare di educare da solo: associazioni, parrocchia, volontari, famiglie e istituzioni devono continuare a rafforzare questa rete». 

L’iniziativa gode del pieno supporto dell’Amministrazione comunale e dei Servizi Sociali di Cassino, uniti nell’intento di promuovere politiche sociali d’impatto. 

L’assessore alle Politiche Sociali, Francesca Calvani, ha evidenziato come occuparsi dei più giovani significhi investire nel presente della città: «La prevenzione è fondamentale, ma dobbiamo costruire soprattutto benessere e occasioni positive di crescita. La Casa di Willy rappresenta un’esperienza importante perché mette insieme la comunità e i servizi intorno a una responsabilità condivisa». 

A farle eco è Aldo Matera, responsabile dei Servizi Sociali del Comune: «Il benessere dei ragazzi si costruisce sostenendo le famiglie e creando relazioni. I presìdi educativi di quartiere sono interlocutori preziosi per avvicinare i servizi ai cittadini e far emergere non solo i bisogni, ma anche le potenzialità dei ragazzi». 

L’obiettivo per il futuro è consolidare quanto fatto finora, aprendosi a nuove collaborazioni e rispondendo alle esigenze di un quartiere in continua evoluzione. 

A sei anni da quella dolorosa vicenda, la Casa di Willy dimostra che il modo migliore per onorare la memoria non è fissarla su una targa, ma trasformarla in una responsabilità quotidiana basata sul rispetto, sull’empatia e sulla solidarietà. Non basta indicare ai giovani quali strade evitare; occorre camminare con loro e costruirne di nuove.

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