Sicurezza a Cassino: Marrone (Lega) sbaglia indirizzo quello giusto é Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma

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Domenico Panetta
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L’editoriale del direttore – la voce scomoda 
In un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nelle strade della città martire (va ricordato che Cassino non è  Bagdad ) , il rappresentante leghista  a Cassino Vincenzo Marrone si è fatto portavoce di una situazione sottolineando  un presidio poco costante da parte della Polizia Locale. Tuttavia, dietro alle sue dichiarazioni si cela un problema ben più complesso, che richiede un’attenzione più concreta e meno slogan.

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Marrone ha recentemente puntato il dito su un presunto impegno poco costante da parte della Polizia Locale, quasi screditando il loro lavoro concentrato solo sulle multe, la realtà non è come è stata descritta. La polizia Locale si occupa di tante altre cose ne ricordo qualcuna : rilievi per abusi edilizi, incidenti stradali, viabilità ecc ecc. Questa affermazione, di Marrone, non può nascondere il reale stato di carenza di organico e le condizioni minime di sicurezza che ancora oggi sono lontane dall’essere garantite sia per la polizia locale che per le forze dell’ordine.

Il punto cruciale, infatti, riguarda le risorse umane: ogni 100 mila abitanti, la media di agenti di polizia dovrebbe essere di 453 unità per assicurare un controllo efficace del territorio. La realtà, purtroppo, è ben diversa. La provincia di Frosinone, così come molte altre zone del Paese, non dispone di un numero sufficiente di agenti per affrontare le sfide quotidiane, lasciando molte aree vulnerabili e senza una presenza costante e adeguata delle forze dell’ordine, Marrone dovrebbe conoscere questi numeri altrimenti il suo intervento cavalca un’onda quello della sicurezza denigrando anche la città.

E qui si apre un altro discorso, spesso trascurato da chi si limita a enfatizzare il ruolo della Polizia Locale e forze dell’ordine senza sollecitare un intervento concreto a livello centrale. Marrone, come rappresentante di un partito, la Lega,  che fa della sicurezza uno dei suoi cavalli di battaglia, dovrebbe rivolgere un appello diretto al Ministro Piantedosi – figura di riferimento vicina a Matteo Salvini – per chiedere un aumento dell’organico delle forze dell’ordine. La soluzione non sta solo nel presidi costanti, ma in una reale disponibilità di agenti e risorse.

Per fare pressione, sarebbe opportuno che Marrone utilizzasse i canali istituzionali a disposizione: può scrivere o telefonare al Ministero dell’Interno, con sede in Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma, al numero di centralino 06.4651. Solo così si potrà sperare di ottenere un cambio di passo, un incremento di personale e un’attenzione più concreta ai problemi di sicurezza dei cittadini. D’altra parte per sollecitare tutto ciò ha a disposizione un deputato ed un responsabile organizzativo, altroché pizze e fichi direbbe Totò. È fondamentale chiarire se, con il loro intervento, il partito ed il Ministro terranno realmente in considerazione le loro istanze.

Concludendo , le dichiarazioni di Marrone sembrano, finora, più un tentativo di denigrare l’operato fino ad ora svolto sia dalle forze dell’ordine che della Polizia Locale. La sicurezza, infatti, non si costruisce solo con parole, ma con fatti concreti e risposte adeguate. È arrivato il momento che chi ha il potere di intervenire faccia la propria parte, ascoltando le esigenze di chi quotidianamentamente vive in territori ancora troppo spesso lasciati soli.  Ora il primo cavallo di battaglia leghista é stato cavalcato resta l’immigrazione.

Ricordiamo a Marrone i recapiti da contattare, Ministero dell’Interno: Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma Centralino: 06.4651

Nel frattempo auguriamo a Marrone le congratulazioni per la nuova carica di segretario cittadino della Lega. 

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