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Il colosso dell’auto archivia un 2025 drammatico segnato da una perdita netta record. La strategia “all-in” sull’elettrico taglia i vecchi modelli, ma il mercato reagisce con un pesante sell-off: perso il 19%.
Stellantis scuote i mercati annunciando un piano di riposizionamento radicale verso la mobilità elettrica, il cui prezzo, però, si rivela altissimo in termini contabili e finanziari. Il gruppo ha comunicato che per l’esercizio 2025 non saranno distribuiti dividendi, una decisione drastica figlia di una semestrale tinta di rosso profondo.

Il bilancio del secondo semestre 2025 fotografa una situazione di estrema sofferenza: a fronte di ricavi stimati tra i 70 e gli 80 miliardi di euro, il gruppo prevede una perdita netta compresa tra i 19 e i 21 miliardi.

A pesare sul risultato finale sono gli oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, una cifra colossale che il management definisce come il “costo necessario” per la transizione. La nuova strategia ha infatti imposto una pulizia radicale del portafoglio: cancellazione immediata di modelli endotermici non più profittevoli, chiusura di programmi di sviluppo ritenuti obsoleti rispetto ai nuovi standard green, svalutazione degli asset legati alle tecnologie tradizionali.

La reazione degli investitori non si è fatta attendere. Il mercato, spaventato dall’entità delle perdite e dalla sospensione della cedola, ha colpito duramente il titolo, che è arrivato a perdere il 19% in una singola seduta. In termini di capitalizzazione, l’annuncio ha “bruciato” circa 4 miliardi di euro di valore in poche ore.
Nonostante il tracollo finanziario, i vertici del gruppo difendono la scelta. Il sacrificio del 2025 viene presentato come una “terapia d’urto” indispensabile per garantire la sopravvivenza e la competitività nel mercato dell’auto del prossimo decennio. Resta da capire se la velocità di questa transizione sarà sostenibile nel lungo periodo senza intaccare ulteriormente la fiducia degli azionisti.






