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Una drammatica notte di Ferragosto ha spezzato la vita di Federico Salvagni, un giovane di appena sedici anni, investito mortalmente mentre rientrava da una festa insieme agli amici . La tragedia si è consumata in via Badino, nel cuore di Terracina, lasciando sgomenta l’intera comunità e sollevando gravi interrogativi sulla sicurezza stradale e sul rispetto delle norme.

L’incidente e le responsabilità dell’automobilista
Secondo le ricostruzioni, l’automobile coinvolta, una Lancia Ypsilon, ha travolto Federico senza dargli il tempo di reagire. L’autista, Gioacchino Sacco, 49 anni originario di Cassino, si è immediatamente dato alla fuga senza prestare soccorso, proseguendo la sua corsa lungo le strade della città. Solo successivamente, la sua posizione è stata scoperta grazie alle testimonianze e alle indagini delle forze dell’ordine.
L’uomo, che si trovava alla guida di un’auto priva di revisione e assicurazione, aveva anche la patente revocata da mesi. La notifica della revoca, che risale a gennaio, era stata emessa dal Comune di Terracina, dove Sacco risiede. Inoltre, l’auto con cui ha causato la tragedia risultava priva di copertura assicurativa, dato che la polizza era scaduta lo scorso luglio.

Una notte di violazioni e omissioni
L’incidente assume i contorni di una vera e propria triade di violazioni: guida senza patente, veicolo senza revisione e senza assicurazione. Un quadro che evidenzia come, purtroppo, ancora troppo spesso, il rispetto delle regole venga ignorato, con conseguenze drammatiche.

Le prime reazioni e le indagini
Ieri mattina, Sacco è stato ascoltato dal gip del tribunale di Latina, Laura Morselli, presso il carcere di via Aspromonte, dove si trova in custodia. L’uomo, difeso dall’avvocato Fernando Maria Pellino, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha anche rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, affermando: “Non sono stato io”. Le sue parole non hanno però evitato il convalidamento dell’arresto, che è stato confermato dal giudice.






