Vannacci approda a Cassino: mo stamm proprio a cavallo!

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Domenico Panetta
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Cassino – Sedetevi comodi, prendete i popcorn e preparatevi a guardare lo spettacolo, perché con lo sbarco del partito del  generale Roberto Vannacci all’ombra dell’abbazia, la politica locale ha ufficialmente superato il confine della realtà per entrare dritta nel genere surreale.

Cassino Birra 2026

Provate a chiudere gli occhi e a immaginare il futuro scenario delle prossime riunioni politiche all’Hotel Edra. Da un lato della sala i “Vannacciani” della prima ora, duri e puri; dall’altro i leghisti vecchio stampo; poi i colonnelli di Fratelli d’Italia e, a fare da contorno, il solito, immancabile vagare dei civici in cerca d’autore. A capo tavola sempre lui mister “percezione”. L’insalata non è solo completa: è condita male e rischia di andare di traverso a molti.

Analizziamo la chimica di questa allegra brigata. Teoricamente dovrebbero fare squadra, ma la matematica (e l’orgoglio politico) dice altro. Da una parte abbiamo i leghisti, costretti a sedersi al tavolo e a tentare di coalizzarsi con chi, a livello nazionale, gli ha sfilato sotto al naso qualcosa come 500 mila voti. Già qui la coalizione non stride, urla.

Dall’altra parte c’è Fratelli d’Italia, che siede al tavolo con la netta e rassicurante sensazione di essere costantemente pronta ad essere aggredita alle spalle dagli uomini del Generale. Il tutto mentre i civici fluttuano nel mezzo, indecisi su quale carro dei vincitori saltare, ammesso che quel carro non si schianti prima contro un muro.

Di fronte a questo scenario, la domanda sorge spontanea e va posta senza filtri: che autorevolezza può mai avere questo centrodestra? Ditelo voi.

La situazione è una via di mezzo tra una commedia di Eduardo e un film di fantascienza indipendente. Più che una coalizione di governo sembra una tregua armata in un saloon del vecchio West, dove tutti hanno la mano sulla fondina e nessuno si fida del vicino di sedia.

Voci di corridoio, d’altronde, sussurrano che l’altra metà del campo stia già preparando le contromisure con una strategia altrettanto bizzarra chiaramente siamo ironici. Si vocifera infatti che, per battere il surrealismo della destra, il centrosinistra stia pensando di candidare un animale. Forse un cane, fedele e rassicurante, o forse un volatile di palude. Sì, esatto, proprio il mitico “uccello padulo”, noto alle cronache popolari per la sua tendenza a volare sempre ad altezza uomo… e a quel punto, si sa, per trovarselo lì dove non batte il sole è un attimo.

Insomma, tra generali, nostalgici, alleati-coltelli e volatili pericolosi, a Cassino la fase politica  si preannuncia scoppiettante. Il centrosinistra si prepara al tris. 

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