80 ° anniversario battaglia di Cassino Omaggio ai giovani della 34° e 36° divisione fanterie Usa

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Domenico Panetta
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 Alla cerimonia dell’80° della Battaglia, a Sant’Angelo, in ricordo delle vittime della 34° e della 36° divisione americane, nella giornata di ieri , hanno presenziato sia Jackh A. Markell, ambasciatore presso la nostra Repubblica Italiana e presso la Repubblica di San Marino, che il collega Joseph P. Donnelly, ambasciatore presso la Santa Sede.

Presente il Prefetto Liquori, il sindaco Salera, i primi cittadini di Piedimonte San Germano, di San Ambrogio sul Garigliano, di Pontecorvo, autorità militari (i comandanti del Reggimento “Bondone”, del Gruppo Guardia di Finanza, della Compagnia Carabinieri di Cassino, il Rappresentante del Presidio militare di Frosinone), l’addetto militare dell’Ambasciata della Germania, associazioni combattentistiche e d’Arma, vittime civili di guerra.
La cerimonia ha preso l’avvio in piazza Trieste presso il monumento alla U.S. 36th Infantry Division  dove è stata deposta una corona, ed è proseguita poi presso il monumento alla 34th Infantry Division. Qui si sono tenuti i discorsi ufficiali.
Gli alunni della scuola elementare hanno letto loro pensieri sulla pace, argomento centrale negli interventi dei due ambasciatori statunitensi.
Riguardo all’intervento del sindaco di Cassino, questo, di seguito, quanto da lui detto:
“Siamo qui oggi, a distanza di 80 anni dalla cruenta battaglia di Cassino e di Montecassino, a rendere il doveroso omaggio a quei tanti, a quei troppi giovani della 34° e della 36° divisione di fanteria USA che qui immolarono le loro vite nell’adempimento di un supremo dovere.

 

Si era nella metà di gennaio del 1944, il nemico si era asserragliato dietro la Linea Gustav, che tagliava l’Italia, dal mar Tirreno al mare Adriatico, nel punto dove era più stretta. Era giunto il momento decisivo. Ad oltre cinquemila militari della Divisione Texas si chiede di guadare il fiume Gari. le cui limpide acque scorrono a qualche centinaio di metri da dove ci troviamo ora, e si chiede loro di aprire così la via verso Montecassino, la chiave di volta del sistema difensivo tedesco. I soldati sono giovani e inesperti, il fiume è gonfio e tumultuoso, la visibilità è scarsa. Nonostante i cattivi presagi, l’attacco viene sferrato, ma si conclude con un disastro. Le difese tedesche (campi minati, fortini, artiglierie e mitragliatrici) fanno una carneficina. Tra caduti e dispersi si contano  quasi 2700 uomini.

Tuttavia il sacrificio dei giovani americani non era stato del tutto inutile perché aveva attirato su di sé l’attenzione del nemico ai quali sfuggì quanto si stava preparando più a nord. Mi riferisco allo sbarco di Anzio che colse completamente di sorpresa e in poco tempo si stabilì una testa di ponte forte di 70 mila soldati.
Noi vogliamo ricordare, in questa giornata, il valore sfortunato dei giovani soldati della 34° e 36° divisione Americane e rinnovare l’onore che dobbiamo loro.
Mio padre, abitante di Sant’Angelo, questa frazione di Cassino, nella quale anch’io abito, mai avrebbe immaginato che un giorno io, suo figlio, sarei stato un giorno qui ad onorare la memoria di quei giovani in veste solenne, da sindaco, a nome dell’intera città, alla presenza di così alte personalità dello Stato Americano: ciò lo avrebbe reso orgoglioso.

Ed è per il valore della memoria che noi siamo qui oggi. Quella memoria storica carica di insegnamenti. E’ qualcosa che va curata, come un giardino. Va curata, altrimenti si coprirà di erbacce e i fiori dei giusti scompariranno, divorati. Ce lo siamo ricordati spesso, lo faccio anche oggi in questa solenne cerimonia come monito per ciascuno di noi e, in particolare, per i nostri giovani, cui noi affidiamo il “testimone della memoria” che deve fungere da importante contraltare alla guerra e da principale propulsore di pace.
Questo 80° anniversario di cui continuiamo le celebrazioni, è assai importante non solo per ricordare ciò che qui è stato e per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia. E’ assai importante anche perché coincide con una congiuntura caratterizzata da una prolungata e assai acuta crisi politica, sociale, economica e ambientale. Come quella che causò la seconda guerra mondiale è figlia di uno di quei complessi passaggi che il ciclo economico e la Storia puntualmente ci ripropongono.

Cassino, la mia città, signori Ambasciatori, decorata di medaglia d’oro al valor militare, è emblema del martirio compiuto per la libertà. Ma è anche conosciuta per il lavoro di riconciliazione tra nazioni svolto dopo il conflitto, come un tangibile simbolo di pace. Quella pace tra popoli e culture necessaria, oggi più di ieri, in un mondo che vede contrapporsi in Ucraina, in Medio Oriente, ma anche in Africa e in tanti altri Paesi, comunità che un tempo ebbero la forza di superare le differenze convivendo nella tolleranza e, in alcuni casi, finanche nell’armonia.
Da qui, idealmente, lanciamo l’invito a che abbiano a cessare le armi e si avviino dialoghi di pace.
Siamo convinti che per costruire la pace si debba partire dall’educazione delle giovani generazioni e camminare insieme a loro lungo le strade della nonviolenza con spirito di fratellanza. E raccontando loro quel che qui è stato e che bisogna impegnarsi affinché non abbia a ripetersi. Mai più”.