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Il 11 marzo 2024, il Tribunale di Roma ha emesso la sentenza nel processo principale sul caso Consip, assolvendo otto imputati, tra cui Tiziano Renzi e l’ex ministro Luca Lotti. Due condanne sono state invece disposte: l’ex maggiore del Noe Gian Paolo Scafarto a 1 anno e 6 mesi e il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa a 3 mesi.
Le accuse
L’inchiesta, avviata nel 2016, contestava a vario titolo i reati di millantato credito, traffico d’influenze, tentata estorsione, favoreggiamento, falso e rilevazione di segreto.
Le assoluzioni
I giudici hanno ritenuto che non vi fossero prove sufficienti per condannare gli imputati assolti. In particolare, la sentenza ha sottolineato l’assenza di un accordo corruttivo tra Tiziano Renzi e l’ex presidente di Consip, Alfredo Romeo.
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Le condanne
Scafarto e Sessa sono stati condannati per il reato di falso in relazione alla redazione di un’informativa sull’inchiesta.
Le reazioni
Tiziano Renzi ha commentato la sentenza con soddisfazione, annunciando l’intenzione di chiedere un risarcimento danni per i “danni subiti”. Matteo Renzi ha definito la sentenza “una liberazione”. L’ex ministro Lotti ha dichiarato di essere “contento” per l’assoluzione.
Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Roma rappresenta un epilogo importante del caso Consip, che ha avuto un forte impatto sulla scena politica italiana. Le assoluzioni di Tiziano Renzi e Luca Lotti aprono nuovi scenari per il futuro politico dei due esponenti.
Altri dettagli:
Il processo è durato quasi sette anni.
Le richieste di condanna da parte della Procura di Roma ammontavano a un totale di 42 anni di carcere.
La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio di oltre tre ore.






