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Dopo il pari in Coppa con il Terracina e la sconfitta contro il Pomezia con cinque sberle ricevute in casa, il bilancio di inizio stagione è impietoso. Senza gol e con un trend ereditato dalla passata stagione, attendere ancora rischia di compromettere l’intero campionato.
Cassino – Abbiamo scelto il silenzio dopo il pareggio di Coppa Italia contro il Terracina, preferendo attendere la prova del campo nella sfida contro il Pomezia. Ma il verdetto maturato al triplice fischio non lascia più spazio a rinvii: altri tre punti preziosi lasciati per strada e un avvio di stagione che solleva interrogativi non più rinviabili.
Sia chiara subito una premessa: qui non si mette in discussione lo sforzo e l’impegno della società, verso la quale la nostra testata ha sempre portato rispetto. L’oggetto della riflessione riguarda esclusivamente la guida tecnica. Un allenatore, occorre ricordarlo per dovere di cronaca, arrivato la scorsa stagione e protagonista della retrocessione con appena 11 punti conquistati dalla gestione Mancone.

Nel calcio, si sa, le prestazioni contano fino a un certo punto. Esiste una regola semplice e immutabile che governa questo sport: i punti in classifica non si assegnano per la manovra o per le buone intenzioni, ma per la capacità di segnare un gol in più dell’avversario e portare a casa l’intera posta in palio.
Ed è proprio questo l’elemento che manca drammaticamente a questa squadra: il gol. Manca la concretezza negli ultimi sedici metri, manca quell’incisività necessaria per girare a proprio favore gli episodi chiave delle partite. Per dire cruda manca un allenatore.
Il bilancio attuale parla chiaro e non permette interpretazioni di comodo: 4 punti raccolti sui 12 disponibili nelle prime quattro uscite ufficiali. Un rullino di marcia che, per una piazza e una piazza ambiziosa come Cassino, non può certo ritenersi soddisfacente.
Un appello alla dirigenza prima che sia troppo tardi sentiamo il dovere di lanciarlo:
La domanda che poniamo all’ambiente e alla proprietà è diretta: quattro gare e quattro punti sono un bottino sufficiente per giustificare la conferma della guida tecnica? Oppure non sarebbe il caso di vertere su un cambio di rotta immediato?
Il rischio, se si decide di attendere altre tre o quattro giornate per valutare l’andamento, è quello di trovarsi irrimediabilmente fuori dai giochi e con una classifica già compromessa. Alla società chiediamo un gesto di responsabilità e di determinazione: dimostrare alla piazza e ai tifosi la volontà di costruire qualcosa di importante per la città di Cassino.
Resta difficile comprendere perché, di fronte a una povertà di risultati così evidente e a un trend che si trascina dallo scorso anno, la panchina resti salda. Una spiegazione che prima o poi la dirigenza dovrà fornire alla tifoseria. Al Salveti Cassino 0 Pomezia 5. Il Cassino ha giocato in 10 uomini a seguito di un’espulsione. Questo è davvero troppo! Intanto il calendario non aspetta: domenica ad attendere il Cassino c’è la trasferta sul campo del Gaeta, seconda forza del torneo. Un test probante dove serviranono fatti, non più parole.






