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Palermo, 30 marzo 2024
I pm Piero Padova e Gianluca de Leo hanno chiesto una condanna a 20 anni di carcere, sostenendo che Rosalia Messina Denaro aveva avuto un ruolo “determinante” nel sostegno alla latitanza del fratello, curando la “cassa” della famiglia mafiosa e gestendo la rete di trasmissione dei pizzini.
La difesa, invece, ha sostiene che la donna non era consapevole delle attività criminali del fratello e che si era limitata ad aiutarlo economicamente.
Un ruolo chiave nella latitanza del boss
Secondo l’accusa, Rosalia Messina Denaro era un punto di riferimento per il fratello latitante, fornendogli un rifugio sicuro e aiutandolo a comunicare con gli altri affiliati di Cosa Nostra. In particolare, la donna avrebbe avuto un ruolo chiave nella gestione del tesoro del clan, custodendo denaro e beni mobili e immobili.
Matteo Messina Denaro, prima di morire in carcere il 15 settembre 2023, aveva commentato l’arresto della sorella con una lettera inviata al suo avvocato: “Mia sorella non c’entra nulla, è una vittima come me”.







