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Il messaggio di Noi Moderati scuote il centrodestra: basta nomine decise al bancone del bar. Tra l’apertura a Sebastianelli, la scommessa sui giovani e il nodo primarie, la corsa alle amministrative cambia passo
Cassino – A Cassino la politica ha un vecchio vizio: nascere e consumarsi ai tavolini del bar. Tra un espresso e uno spritz prendono forma candidature ambiziose, finti scoop e manovre di palazzo che spesso finiscono per bruciarsi prima del lunedì mattina. Un rituale che rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla scheda elettorale, ma che oggi trova uno stop politico ben preciso.
A tracciare la linea d’ombra è Tiziana Stavole, Commissario cittadino di Noi Moderati. Raccogliendo l’assist del consigliere Giuseppe Sebastianelli, la Stavole lancia un messaggio che suona come un avviso ai naviganti per l’intero centrodestra: «Il candidato sindaco non si sceglie al bar».

Meno “nomi ad effetto”, più idee per la città. Il siluro indirizzato a chi tenta accelerazioni solitarie è netto: la rincorsa al nome calato dall’alto è il modo migliore per fallire. Cassino affronta nodi complessi tra economia, lavoro e declino del commercio che non si risolvono con un accordo tra pochi intimi.
«Prima di chiederci chi debba guidare la città», incalza Stavole, «dobbiamo confrontarci su quale idea di città vogliamo costruire».
Tradotto dal politichese: chi pensa di imporre la propria figura senza passare da un programma condiviso, trova la strada sbarrata.
Per riorganizzare la coalizione ed evitare il trappolone dei personalismi, la linea di Noi Moderati passa innanzitutto da una forte apertura al mondo civico, di cui lo stesso Sebastianelli è espressione. Un pianeta che, secondo la Stavole, non va snaturato né assorbito dai partiti tradizionali, ma valorizzato come un alleato strategico su basi di pari dignità. Contemporaneamente, la commissaria rivendica una frecciata concreta agli alleati sul fronte generazionale. Con la nascita di Noi Moderati Giovani Cassino, affidata a Leonardo Corlianò, e l’apertura di una sede permanente in città, la scommessa sui giovani smette di essere uno spot da campagna elettorale e diventa un cantiere aperto per formare la nuova classe dirigente sul campo.

Anche sul nodo caldissimo delle primarie la posizione resta pragmatica: lo strumento democratico ha senso solo se precede un progetto politico chiaro, altrimenti si rischia di offrire agli elettori una scatola vuota. Il metodo proposto segue una cronologia ben precisa, che mette al primo posto il dialogo, al secondo la stesura del programma e soltanto alla fine la scelta della persona più adatta a rappresentarlo.
L’uscita di Tiziana Stavole alza l’asticella e costringe i partiti e i movimenti civici della città a scoprirsi. Cassino continuerà ad affidarsi alle grandi manovre all’ombra del bancone del bar o accetterà la sfida di costruire una proposta seria e partecipata?

Resta però un interrogativo di fondo che agita le segreterie e che rischia di far tremare i quadri provinciali: lo scacchiere politico non vive di compartimenti stagni. Se a Frosinone il riposizionamento di Noi Moderati — con il recente peso specifico assunto da Marco Ferrara — si rivelerà decisivo per reggere o stravolgere le sorti della giunta Mastrangeli, cosa accadrà a Cassino?
Il rischio, nemmeno troppo velato, è che di fronte alle solite rigidità di partito o a logiche calate dal capoluogo, la compagine moderata cassinate possa stufarsi, smarcarsi dai vecchi schemi e farsi promotrice di alleanze trasversali imprevedibili. Un’ipotesi che oggi si preferisce sussurrare a mezza bocca, ma che — se trasformata in realtà — avrebbe la forza di terremotare gli equilibri dell’intera area moderata e del centro destra . La discussione è appena iniziata.






