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La Polizia di Stato, a Gaeta, ha tratto in arresto due soggetti ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
Nel primo pomeriggio del 24 gennaio 2026 i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gaeta, impegnati nei servizi di controllo del territorio, hanno notato un’autovettura con a bordo una coppia che, alla vista della pattuglia, effettuava una repentina manovra nel tentativo di sottrarsi al controllo. Gli operatori procedevanoimmediatamente a fermare il veicolo e a identificare gli occupanti.

Nel corso degli accertamenti, gli agenti, dopo aver proceduto al controllo degli occupanti, hanno notato all’interno dell’abitacolo un cacciavite di notevoli dimensioni, di cui il conducente non era in grado di giustificare il possesso. Considerata la situazione, i due venivano accompagnati presso gli uffici di Polizia per ulteriori verifiche e sottoposti a perquisizione personale e veicolare.
L’attività consentiva di rinvenire numerosi monili e oggetti in oro, per un peso complessivo di circa 250 grammi, occultati in parte addosso alla donna e in parte all’interno del veicolo, per un valore stimato di circa 17.000 euro, sottoposti a sequestro. A seguito delle dichiarazioni rese e degli immediati riscontri investigativi, è emerso che gli oggetti rinvenuti costituivano il provento di una truffa perpetrata nella stessa mattinata ai danni di una donna anziana nel comune di Albano Laziale, mediante il noto raggiro del “falso nipote”, che aveva indotto la vittima a consegnare i propri beni in oro. La persona offesa, successivamente contattata, ha formalizzato denuncia, riconoscendo sia gli oggetti sottratti sia la donna che si era recata presso la sua abitazione per il ritiro dei monili.

Alla luce degli elementi raccolti, i due venivano tratti in arresto per truffa aggravata in stato di quasi flagranza. Uno dei fermati è risultato inoltre gravato da precedenti specifici; al conducente veniva contestato anche il reato di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
Ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare che la donna arrestata era già stata coinvolta in un procedimento penale, sempre per truffa alle persone anziane, instaurato presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nell’ambito del quale era stata destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari. La stessa, tuttavia, era evasa dalla misura, rendendosi irreperibile, motivo per cui pendeva nei suoi confronti un’ordinanza di aggravamento con l’applicazione del braccialetto elettronico, rimasta ineseguita proprio a causa della sua irreperibilità.

Pertanto, gli agenti del Commissariato di Gaeta, al momento del rintraccio, hanno proceduto anche alla formale esecuzione della predetta misura cautelare.Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Cassino, gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino ha formulato al Gip richiesta di convalida dell’arresto e di adozione di misura cautelare personale nei confronti degli indagati,richieste accolte dal Gip.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante lequali,come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, gli indagati potranno far valere le loro difese ai sensi del c.p.p. .






