Arrestato dopo un mese di latitanza

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Domenico Panetta
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Gubbio – I Carabinieri della Compagnia di Pesaro, al termine di articolate indagini, coordinate dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Ancona e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, hanno localizzato e arrestato l’uomo che si era sottratto alla misura della custodia cautelare in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’uomo, già condannato nel 2016 alla reclusione di 4 mesi per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della convivente, doveva espiare la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni commessi nel 2021 nei confronti della nuova compagna, vista l’evasione dal proprio domicilio, era stato dichiarato in stato di latitanza. Il predetto era in attesa di conoscere la sentenza definitiva relativa ad una condanna a 6 anni di reclusione, per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti di una terza donna con cui aveva convissuto. La vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 15 novembre scorso, quando la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Pesaro rilevò l’allarme inviato dal braccialetto elettronico applicato all’uomo. L’immediato invio di una pattuglia nel luogo di custodia domiciliare, non permise di individuarlo, facendo presumere il suo allontanamento, dopo essersi liberato dal braccialetto elettronico, fra l’altro non ritrovato. Visti i suoi precedenti, furono immediatamente attivati dai carabinieri, servizi di tutela nei confronti delle vittime delle sue violenze, con sorveglianza delle abitazioni e dei luoghi frequentati dalle donne. Le medesime misure furono poi ratificate dalla Prefettura di Pesaro e Urbino, attivata dall’Arma, così disponendo, per tutte le Forze di Polizia, di partecipare alla vigilanza.

Allo stesso tempo, i Carabinieri hanno fin da subito profuso il massimo sforzo per addivenire alla cattura del latitante, avviando una complessa attività investigativa. Le indagini, in un primo momento, hanno riguardato la ricerca sul territorio, condotta in maniera certosina, individuando e controllando ogni luogo che l’evaso potesse aver raggiunto. In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Pesaro, accertato che l’uomo si era allontanato dal domicilio a bordo di un’autovettura (un piccolo fuoristrada), acquistata pochi giorni prima, sono riusciti a ricostruirne gli spostamenti dell’auto, verificando ogni telecamera posta sugli itinerari stradali, così avviando le battute di ricerca nelle aree di confine tra le Marche e l’Umbria, non escludendo le zone rurali, vista la tipologia di auto acquistata dall’uomo. Le indagini hanno riguardato anche l’acquisizione testimoniale da parte di tutte le persone che avevano rapporti con l’uomo, al fine di setacciare la vita e individuarne abitudini o luoghi di riferimento.

All’attività di analisi delle informazioni in possesso, i militari hanno associato sia un costante monitoraggio del territorio che un massiccio ricorso alle più sofisticate attività tecniche di ricerca. A tal punto, fondamentale è stato l’utilizzo delle dotazioni tecniche dell’Arma dei Carabinieri, propiziato da una strettissima collaborazione tra i militari Pesaresi e quelli del Reparto Indagini Tecniche del R.O.S. Carabinieri di Roma. La sinergia dei due reparti dell’Arma ha consentito ai Carabinieri di circoscrivere la zona di latitanza ad un’area di circa 10 km di raggio, nella provincia di Perugia, compresa fra i comuni di Gualdo Tadino e Valfabbrica. Da quel momento, i Carabinieri hanno attuato un monitoraggio capillare dell’area, analizzando progressivamente ogni luogo in cui il latitante potesse aver trovato ospitalità o riparo. Nella giornata di domenica 10 dicembre, i Carabinieri hanno infine ristretto il cerchio ad un piccolissimo abitato, in area rurale, ricadente nelle frazioni Cugiano e Pieve di Compresseto, del comune di Gualdo Tadino (PG); pertanto, nello stesso pomeriggio, si decideva di controllare le abitazioni ricadenti nell’area, fino ad arrivare ad individuare un casolare di campagna a due piani, in cui il latitante si era effettivamente nascosto. A quel punto i Carabinieri di Pesaro, con la collaborazione di quelli di Gubbio, hanno fatto irruzione nel predetto casolare, constatando che il latitante, avvedutosi dei controlli in corso, aveva provato nuovamente, e questa volta invano, a scappare, per nascondersi alla vista degli operanti, infilandosi in una tenda mimetica allestita nei campi retrostanti l’abitazione. Anche la macchina utilizzata per allontanarsi da Pesaro è stata trovata, chiusa nel granaio sul fianco del casolare. Una volta fermato, all’uomo sono stati notificati il decreto di latitanza e l’ordinanza di custodia cautelare in carcere; successivamente è stato trasferito presso il carcere di Perugia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono attualmente al vaglio della Procura di Pesaro le eventuali responsabilità di chi ha favorito la latitanza dell’uomo.