FdI, la sua leadership non può essere messa in discussione da scelte scellerate.

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Domenico Panetta
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Cassino – Stiamo assistendo al più grande spettacolo di contraddizioni politiche. Tutto ha avuto inizio con la nascita delle primarie dove un gruppo di amici voleva dare la possibilità ai cittadini di scegliere il candidato sindaco. Sappiamo bene il mondo politico è un rullo compressore dove non prevale il buonsenso, poco importa se devi sacrificare qualcuno per raggiungere scopi personali.(vedi primarie) 

A Cassino lo scenario è imbarazzante a renderlo tale è la scelta non unitaria (per ora) del candidato sindaco. Perché Fratelli d’Italia dovrebbe accettare un ex primarista? Avrebbe potuto farlo prima. Ma soprattutto perché contribuire ad una probabile sconfitta politica senza nemmeno aver presentato un proprio leader che avrebbe unito tutto il centrodestra? Quando potrebbe durare un probabile governo comunale del centrodestra? Senza ombra di dubbio la riflessione più logica o meglio la domanda più logica da porre è la seguente: Cassino ha bisogno di un sindaco “libero” o di un sindaco guidato dalla famosa manina proveniente dall’ alto? Perché sappiamo benissimo che una grande coalizione prevede grandi promesse possibilmente da mantenere. Quando potrà durare un governo comunale costruito in questo modo? Sono giuste le titubanze della corrente meloniana va ricordato che un nome deve unire e non viceversa appartenere già di default ad una scuderia. È sbagliato. Concludo con una semplice riflessione: perché Fratelli D’Italia era costretta a partecipare alle primarie con un proprio candidato mentre non si usa lo stesso criterio per il nuovo predestinato? Non era uno strumento democratico? D’altra parte dichiaravano che le voleva il popolo.