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Cassino – Cala definitivamente il sipario su un contenzioso giudiziario lungo vent’anni che ha tenuto con il fiato sospeso l’amministrazione comunale di Cassino. La Corte di Cassazione ha pronunciato la sentenza finale nella causa contro la società Acqua Campania S.p.A., rigettando il ricorso della concessionaria e sancendo una vittoria storica per l’Ente locale.
La decisione della Suprema Corte sventa un potenziale salasso economico per le casse comunali: un’eventuale soccombenza avrebbe infatti costretto il Comune a sborsare circa 620.000 euro, cifra derivante dalla somma capitale iniziale a cui si erano aggiunti oltre 150.000 euro di interessi maturati negli anni.

Per comprendere la portata della decisione occorre fare un salto indietro al 2006, anno in cui la Acqua Campania S.p.A., con sede a Napoli, citò in giudizio il Comune di Cassino dinanzi al Tribunale locale.
La società campana esponeva di essere la Concessionaria della Regione Campania in virtù di una convenzione stipulata il 16 novembre 1998, la quale da un lato l’autorizzava all’approvvigionamento idrico anche dalla falda del fiume Gari, e dall’altro la vincolava alla fornitura gratuita al Comune di 330 litri di acqua al secondo. Nonostante la gratuità della fornitura, la Concessionaria pretendeva la restituzione dell’IVA da essa anticipata, pari a 465.742,43 euro, facendo forza su un parere dell’Agenzia delle Entrate di Napoli secondo il quale l’imposta era dovuta.
Richiamando e condividendo quel parere, il Tribunale di Cassino il 9 maggio 2011 accolse le richieste della società, condannando il Comune al versamento della somma oltre agli interessi e al rimborso delle spese di giudizio.

Di fronte al concreto rischio finanziario, la svolta arrivò con l’insediamento della giunta Petrarcone. In quel contesto fu determinante l’intervento dell’allora assessore al Bilancio — ed odierno sindaco — Enzo Salera. Sfruttando le proprie competenze professionali da commercialista, Salera riorganizzò la strategia economico-finanziaria dell’Ente, impostando le basi tecniche per i successivi gradi di giudizio.
L’Amministrazione impugnò la decisione di primo grado dinanzi alla Corte d’Appello di Roma, che nel 2018 accolse l’appello e ribaltò la pronuncia del Tribunale, rigettando integralmente le pretese di Acqua Campania. Il successivo ricorso in Cassazione promosso dalla società campana ha visto il Comune resistere con fermezza, affidando il patrocinio legale all’avvocato Luigi Montanelli, la cui rigorosa azione difensiva ha condotto al definitivo rigetto del ricorso e alla chiusura definitiva della vicenda.
La soddisfazione del Sindaco
Il sindaco Enzo Salera ha commentato con grande entusiasmo l’esito della vicenda:
“Come non essere profondamente soddisfatti per questo risultato straordinario. Sventare una richiesta risarcitoria di tale portata significa tutelare il bilancio comunale e i soldi dei cittadini. È la vittoria del buon lavoro, della competenza e della tenacia nel difendere gli interessi pubblici.”






