Sebastianelli non mi sorprende la decisione del Tar, ora revocate il bando

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Domenico Panetta
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Non mi sorprende la notizia che il tribunale amministrativo del Lazio, sezione staccata di Latina, abbia  sospeso  la deliberazione del comune di Cassino  che, prima con delibera di  consiglio comunale, poi con delibera di giunta,  e con la conseguente determinazione dirigenziale,  ha posto in vendita il diritto di esercizio della farmacia comunale, oltre la vendita di un’azienda privata  con destinazione impropria delle somme  eventualmente ricavate destinate alla riqualificazione del quartiere San Bartolomeo.

Le questioni sono due.

L’amministrazione comunale non ha fatto nulla per il quartiere San Bartolomeo  e quel poco che ha realizzato è consistito nel realizzare un ponte più ristretto di quello esistente  con una somma enorme, pari a 600 mila euro. Ha inoltre cercato di  espropriare una azienda privata  con  la conseguenza  di  provocare un debito di almeno 3 milioni di euro.

Cassino via Pozzaga

Alla luce della decisione del Tar  si convochi un consiglio comunale straordinario per revocare  la delibera consiliare, per revocare poi in autotutela quella di giunta, quindi con atto di indirizzo  autorizzare il dirigente alla revoca del bando  per  la vendita illegittima dell’azienda comprensivo del diritto di esercizio.

E infine bisognerebbe anche  chiedere scusa alla città e soprattutto  ai cittadini del quartiere di San Bartolomeo  che non dimenticheranno facilmente,  anzi l’8 e il 9 giugno non vi voteranno. Grazie al titolare della farmacia comunale  che con il suo ricorso ha tutela la sua azienda  e i suoi collaboratori nonché la permanenza della farmacia comunale.