Anna Rita Terenzio invita tutti a presentare il proprio certificato penale e dei carichi pendenti

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Domenico Panetta
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Avevo annunciato che domani (sabato 20 aprile 2024) avrei illustrato, in una conferenza stampa, i motivi che mi hanno portato a ritirare la candidatura in Fratelli d’Italia nella prossima competizione elettorale comunale.
Nei mesi scorsi ho sentito la necessità di rimettermi a servizio della comunità di Cassino, non solo degli amici e dei conoscenti, ma di tutte quelle persone che negli anni hanno continuato a confrontarsi
con me.
In passato ho ricoperto ruoli in amministrazione, diventando punto di riferimento e offrendo risposte e soluzioni ai cittadini.
Con una rinnovata voglia di scendere in campo, dopo quindici anni trascorsi ad osservare le dinamiche politiche, sociali ed economiche della città, ho avviato confronti con diverse realtà locali.
Ho ascoltato e cercato di veicolare presso le sedi deputate le istanze dei cittadini che di volta in volta hanno sottoposto alla mia attenzione.
Un percorso che in questi mesi ha preso forma sempre più concreta, fino a confluire nella coalizione di Centrodestra, a me sicuramente e storicamente più affine.
Come donna, come moglie, madre ed imprenditrice ho trovato naturale identificarmi nel partito guidato da Giorgia Meloni.

Ed è con questo spirito che, pur avendo ricevuto richieste da altre formazioni di area, ho deciso di candidarmi nella competizione elettorale dell’8 e 9 Giugno proprio nelle fila di Fratelli d’Italia
Immediatamente dopo l’ufficializzazione della mia candidatura, pubblicata sui social, ho dovuto constatare con estremo stupore e profondo rammarico che alcune candidate/candidati della stessa lista hanno arbitrariamente e strumentalmente fatto arrivare ai vertici del Partito foto e informazioni personali relative a precedenti e remote vicende giudiziarie riguardanti i miei congiunti e non la mia persona.
“VICENDE GIUDIZIARIE GIÀ DEFINITE CON ASSOLUZIONI NEI TRE GRADI DI GIUDIZIO.
È OPPORTUNO, INOLTRE, PRECISARE CHE LA CONFISCA DEL “PALAZZO DELLA CULTURA” È INTERVENUTA PRIMA DELLA DEFINITIVA ASSOLUZIONE.
E PROPRIO PER QUESTO MOTIVO, PENDE OGGI PRESSO LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA UN PROCEDIMENTO DA NOI INTRODOTTO E VOLTO AD OTTENERE LA REVOCA DELLA CONFISCA E LA CONSEGUENTE RESTITUZIONE DELL’IMMOBILE ALLA MIA FAMIGLIA.
LE SENTENZE DI ASSOLUZIONE SONO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE LE VOGLIA ESAMINARE COSÌ COME I MIEI CERTIFICATI PENALI IMMACOLATI, PERALTRO GIÀ ESIBITI.
A QUESTO PROPOSITO, STANTE LA CONDIVISIBILE ATTENZIONE ALLE QUESTIONI ETICHE E MORALI, INVITO I PARTITI DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI A RICHIEDERE AI PROPRI CANDIDATI ED AI PROPRI FAMILIARI I CERTIFICATI PENALI E DEI CARICHI PENDENTI”.

A seguito di questa strumentale e deprecabile azione diffamatoria nei confronti miei e di tutta la mia famiglia, ho voluto preservare i miei cari da ulteriori situazioni di stress, adottando un profilo di assoluto distacco.

In modo particolare per quanto riguarda i miei figli e i miei nipoti, tutti molto giovani.

Ho quindi dato mandato ai miei legali di agire in sede penale e in sede civile nei confronti di coloro che hanno diffamato me e la mia famiglia.

Seppur con profondo rammarico, quindi mi vedo costretta ad uscire da questo clima intriso di veleni e ostilità, che delinea un centrodestra tutt’altro che coeso.

Da ultimo, è mio desiderio esprimere i più sentiti ringraziamenti ai tantissimi che in queste ore pubblicamente e non stanno esprimendo sentimenti di solidarietà e di apprezzamento nei miei confronti. Così conclude in una nota Anna Rita Terenzio.